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24 settembre 2022

Esteri

Ucraina, raid forze sicurezza russe in casa della giornalista 'no-war'

Marina Ovsyannikova è già stata condannata al pagamento di diverse pesanti ammende per le sue critiche alla guerra di Putin in Ucraina

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Marina Ovsyannikova

MOSCA (RUSSIA) - Le forze di sicurezza russe hanno fatto irruzione nella casa della giornalista moscovita Marina Ovsyannikova, diventata famosa in tutto il mondo per aver esibito nel marzo scorso alle spalle di una collega impegnata in una diretta alla televisione statale russa un cartello con slogan di condanna della guerra russa in Ucraina. Gli uomini dei servizi di sicurezza - ha reso noto oggi l'avvocato Dmitry Zakhvatov, del gruppo per i diritti civili OVD-Info - sono entrati nell'abitazione della cronista senza attendere l'arrivo del consulente legale di Ovsyannikova.

La giornalista è già stata condannata al pagamento di diverse pesanti ammende per le sue critiche alla guerra di Putin in Ucraina e ora le perquisizioni potrebbero essere legate secondo Zakhvatov alla recente protesta che l'ha vista agitare un cartello con la scritta 'Putin è un assassino, i suoi soldati fascisti' nel centro di Mosca, non lontano dal Cremlino.

In base ad una nuova legge approvata in Russia, ogni atto o dichiarazione che possa gettare discredito sulle forze armate russe può essere punito con la detenzione fino a 15 anni. Dopo la protesta di marzo, con cui aveva esibito il cartello con la scritta "Stop alla guerra. Non credete alla propaganda. Vi stanno ingannando", la giornalista si era trasferita per un breve periodo all'estero ed aveva lavorato per il quotidiano tedesco 'Die Welt'.

 


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