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01 dicembre 2022

Montebelluna

Tutti uniti per la tutela e la valorizzazione di Piave e Montello

Il Comitato per la tutela delle Grave di Ciano elogia quanti hanno preso coscienza dell'inestimabile valore di questi luoghi

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Piave

CROCETTA DEL MONTELLO - Ciano del Montello è una sorta di gemma incastonata tra Piave e Montello ma queste due importanti realtà ambientali non appartengono solo a questo paesello, tanto amato dal grande pittore del Novecento, Gino Rossi. Già, perchè il fiume Piave e il colle montelliano sono prerogativa di territori ben più estesi che con ogni probabilità, per la prima volta, hanno trovato proprio in questi due elementi un punto di unione forte e significativo. Da qui la rassegna di eventi e iniziative presentata di recente che vede una moltitudine di attori coinvolti ma anche l'ipotesi, annunciato dal comune di Crocetta, di un Comitato Scientifico per Piave e Montello.

Sulla questione e in particolare sulla volontà sempre più ampia di trovare una via adeguata a preservare questi tesori, interviene il Comitato per la tutela delle Grave di Ciano, con una nota che sottolinea l'eccezionalità di questa vasta intesa tra istituzioni e volontariato, finalizzata a preservare ciò che oramai unanimemente tutti le comunità locali percepiscono come un patrimoni inestimabile. "Il Piave ancora una volta è riuscito ad avvicinare realtà diverse, in qualche caso anche contrapposte ma che ora si ritrovano unite da una nuova consapevolezza del grande valore di questo fiume, e dalla necessità di preservare il complesso ecosistema che il Piave genera.

Per la prima volta si è realizzata una concreta sinergia tra pubbliche amministrazioni, in particolare i comuni di Crocetta del Montello, Nervesa della Battaglia, Giavera del Montello, Volpago del Montello, Montebelluna, Vidor, Pederobba e Moriago, le associazioni e i comitati spontanei di cittadini: Comitato per la Difesa delle Grave di Ciano, WWF Terre del Piave TV-BL, Arianova, Legambiente Sernaglia, Legambiente Piavenire, SOS Anfibi, Combinazioni Festival, Comitato per la Tutela del Nostro Piave, Da Ponte a Ponte, FSE scout d'Europa, Lipu trevigiana. Sta così emergendo una nuova linea nell’amministrare il territorio, superando confini ristretti e aprendosi ad una visione rivolta al futuro, mirante alla salvaguardia di un bene comune.

Questa inedita collaborazione che ha generato una straordinaria compartecipazione, resa possibile dalla volontà degli amministratori locali di dare ascolto alle istanze espresse dai loro cittadini, non favorisce solamente uno scambio di competenze ma promuove anche la definizione di scelte condivise e lungimiranti, a vantaggio dell’intera collettività.

Sarebbe auspicabile che questo modo di procedere fosse adottato anche dall’Amministrazione Regionale, che, invece, purtroppo, continua imperterrita ad imporre opere impattanti calandole dall’alto. Assistiamo ad un cambiamento, ad una presa di coscienza sempre più collettiva, ad un importante coinvolgimento attivo di persone, appartenenti ad istituzioni, ad associazioni o semplicemente cittadini consapevoli.

E’ grazie ai numerosi e variegati eventi creati per diffondere conoscenza e garantire informazione, alla forte spinta mediatica offerta dai social media, e da oggi anche attraverso la musica e le parole dei Do’Storieski e la creatività di artista di Maria Conte, che finalmente siamo riusciti a riaccendere i riflettori sul “Piave”, sulla violenza che questo complesso, delicato, fondamentale ecosistema ha dovuto subire per decenni e sulla improcrastinabile necessità di tutelarlo. Rinaturalizzare il fiume seguendo gli esempi virtuosi già realizzati in Italia e in tutta Europa.

E’ in questa direzione che si inserisce la proposta annunciata dall’amministrazione di Crocetta del Montello di costituire, insieme alle altre istituzioni locali, un comitato tecnico scientifico che, offrendo specifiche competenze, fornisca un valido supporto alle amministrazioni nell’operare scelte oculate relativamente alla ‘gestione‘ del territorio, con reale consapevolezza e capacità di guardare al futuro con lungimiranza.

Le Grave di Ciano, il Montello, come l’intero ecosistema fluviale del Piave, sono un patrimonio inestimabile e insostituibile non solo a livello regionale, poiché garantiscono lo scambio di risorse tra il sistema alpino, ricco di biodiversità, e quello della bassa pianura, ormai fortemente antropizzato. Non è più nemmeno immaginabile, ai giorni attuali, pensare di trascurare la tutela ambientale all’interno non solo di una politica di sviluppo territoriale, ma soprattutto a garanzia della salute e di vera sicurezza dei cittadini": conclude il Comitato.

 

FOTO - Piave a Ciano del Montello - Credit Ngumbao K. Jefwa



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Ingrid Feltrin Jefwa
Direttrice responsabile

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