25 maggio 2020

Valdobbiadene Pieve di Soligo

"Turismo sostenibile sulle colline Unesco? Non solo a parole"

Timori ma anche speranze animano il Gruppo SOS Territorio Miane del coordinamento Marcia Stop Pesticidi

| Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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Immobile a Miane

MIANE – Ogni cambiamento porta in sé un carico di timori ma al contempo anche di speranze e nel caso dell’attribuzione Unesco di patrimonio dell’umanità alle colline del prosecco la posta in gioco è alta. Da qui le recenti dichiarazioni del Gruppo SOS Territorio Miane del coordinamento Marcia Stop Pesticidi che esprime speranza e preoccupazione per le ricadute ambientali, economiche e sociali derivanti dalla proclamazione Unesco.

La speranza è data dalla possibilità che: “Questa investitura possa tradursi in un progetto di sviluppo diffuso e aggregante fra tutti gli abitanti della nostra comunità. Ma il gruppo esprime anche preoccupazione per: “Il rischio di una declinazione di tale investitura Unesco legata al solo settore vitivinicolo e ritiene prioritario che siano coinvolti tutti i valori naturali, sociali e culturali dell’area considerata Patrimonio dell’Umanità, affinché il riconoscimento dell’Unesco coinvolga tutte le componenti sociali della comunità”.

“Se in primo piano infatti vi sono i valori della tradizione agricola legata alla coltivazione della vite, devono anche essere parimenti valorizzati il valore e il rispetto del paesaggio rurale, il valore ecologico dei nostri boschi, delle nostre montagne, della biodiversità colturale e naturalistica, il valore comunitario e solidale delle persone che nei decenni hanno fatto vivere i nostri “borghi”: è questo il vero Patrimonio di Umanità delle nostre zone”.

Il Gruppo SOS Territorio Miane ritiene quindi indispensabile agire secondo delle line guida ben precise. “Contrastare lo spopolamento. Promuovere un censimento delle abitazioni vuote e inutilizzate nei “borghi”, “incentivando” la loro ristrutturazione per favorire la residenza dei giovani e realizzare le attività di “locazione turistica” e di “albergo diffuso” nei centri abitati viste le percentuali ragguardevoli di immobili in stato di abbandono e cadenti – quindi il secondo punto citato è -. Fermare il consumo di suolo. Il paesaggio agricolo collinare va preservato da costruzioni incongruenti e mastodontiche: si veda l’esempio dell’immobile agricolo in foto in fase di ristrutturazione su una delle colline in zona core zone Unesco del nostro comune di Miane (vedi Foto)”.

L’elenco di suggerimenti quindi prosegue con: “La mobilità e i parcheggi sono aspetti che devono essere affrontati congiuntamente con gli altri comuni confinanti. È impensabile creare ovunque piazzole grandi o piccole per il parcheggio delle auto: anche questo è consumo di suolo – segue poi -. Diversificare e arricchire l’offerta turistica promuovendo la conoscenza dei nostri boschi e della nostra montagna, delle tradizioni, dell’architettura rurale dei borghi e promuovendo itinerari storico religiosi e artistici – e in fine - L’adozione di una regolamentazione intercomunale della polizia rurale, favorendo anche una diversificazione delle colture”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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