04 giugno 2020

Economia e Finanza

Turismo 2.0, Sharing Economy e la tua Vacanza in Barca

Veleggiare senza essere un Lord

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Turismo 2.0, Sharing Economy e la tua Vacanza in Barca

Il 2019 ha segnato il primo calo nell’industria turistica italiana dopo cinque anni più che floridi. Se da un lato si è visto un calo generale nella spesa media pro capite per il turismo e negli spostamenti verso le località balneari, dall’altro si sono venute a creare contemporaneamente nuove opportunità. Una realtà nuova sembra infatti aver piantato radici solide per quello che sarà un futuro rigoglioso: si tratta del turismo nautico, ovvero la tendenza sempre più in voga della barca a noleggio, settore relativamente innovativo e ben lontano dal mostrare segni di crisi, in quella che è stata una graduale ma costante crescita. Una ventata d’aria fresca nelle vele del turismo italiano.

 

Il turismo non è più quello di una volta!

 

La crescita di questo settore si colloca sulla scia dell’onnipresente innovazione tecnologica, e sull’integrazione di soluzioni smart a tutti gli ambiti della nostra vita, tra i quali anche il turismo. Il web è oggi il fulcro principale delle nostre attività quotidiane, luogo dove lavoriamo, dove ci dedichiamo ai nostri hobby, dove ci informiamo e dove entriamo in contatto con i nostri cari. Esso non poteva che diventare anche la nostra personalissima agenzia di viaggi. Grazie all’ampissima offerta online, non abbiamo più bisogno di nessun tramite, e possiamo creare autonomamente la nostra idea di vacanza ad hoc, arricchendola con il kayak e lo snorkeling, il trekking, il climbing e chi più ne ha più ne metta, sempre con un semplice click. Niente di nuovo, si tratta di quello che è stato definito, già quasi un decennio fa, Turismo 2.0.

 

Turismo 2.0 e Sharing Economy

 

Al fianco del Turismo 2.0, che si riferisce alla possibilità di utilizzare internet per scavalcare intermediari costosi e spesso non proprio trasparenti, si unisce un altro concetto in soccorso al vacanziere di oggi: si tratta della condivisione, all’epoca il cosiddetto sharing, che un mondo costantemente connesso come quello in cui viviamo non poteva non avere tra i suoi capisaldi. Si tratta di tutte quelle realtà (ad oggi quasi 250 nella sola Italia) che permettono di usufruire di un servizio per un periodo di tempo limitato in cambio di equo compenso in denaro: dal car sharing di Enjoy e ShareNow che hanno letteralmente “invaso” i maggiori centri urbani nostrani, al noleggio di auto di lusso, fino alle nuove soluzioni per l’affitto di camere come quella esemplare di AirBnB. Una flora imprenditoriale folta e variegata, con un valore di mercato globale previsto per il 2025 di circa 600 miliardi di euro. Questa sharing economy sta cambiando la percezione che la società odierna ha nei confronti della proprietà, virando il desiderio del consumatore verso un più funzionale e meno impegnativo utilizzo. Egli ne trae infatti il grande vantaggio di essere alleviato dalle spese vive che il possesso porta con sé. Allo stesso tempo il proprietario del bene condiviso ha da parte sua un nuovo modo di farlo fruttare. Ma il vantaggio più grande, che ne ha determinato anche il successo, resta quello di rendere accessibili a tutti alcuni tipi di esperienze altrimenti esclusive, tra cui per l’appunto la possibilità di una vacanza in barca a vela.

 

Veleggiare senza essere un Lord

 

Sono ormai lontani i tempi in cui era necessario avere stipendi da capogiro per poter permettersi un’estate lontana dalle spiagge affollate, a bordo di uno yacht. Piuttosto che acquistarne uno è adesso possibile, nonché più conveniente, prenderlo a noleggio, scegliendo in piena libertà la destinazione, le date di check-in e check-out e, una volta a bordo, anche gli itinerari e le varie attività da svolgere nel corso della giornata. Ci sarà pure un motivo se questo settore ha visto una crescita così importante! Cresce il mercato, cresce la concorrenza e si abbassano i prezzi, il tutto a vantaggio del consumatore: i prezzi per il noleggio di un’imbarcazione sono ad oggi comparabili a quelli di un hotel, chiaramente variando a seconda della destinazione. Si consideri però la differenza in valore di quello che si acquista, ovvero del tempo da spendere in indipendenza e in tranquillità, senza dover sottostare agli orari e ai dettami di una struttura come un albergo. Inoltre la maggior parte delle imbarcazioni destinate a scopo turistico sono dotate di cucina interna, e sarà quindi possibile risparmiare sui pasti, rendendo anzi il tempo dedicato alla cucina un momento da spendere in compagnia dei propri cari. Una nuova faccia del turismo dunque dalle molteplici possibilità. Una porta aperta verso un’esperienza che in passato molti potevano solo sognare. L’input a moltissimi nuovi stimoli che arricchiscono allo stesso tempo questi nuovi navigatori. Torneranno a casa con qualcosa in più, qualcosa che un semplice break dalla routine quotidiana non riusciva a dare.

 

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