17 settembre 2021

Esteri

Turchia, Erdogan: "Forse altri Paesi coinvolti nel golpe"

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Turchia, Erdogan:

"Mio cognato mi ha informato all'inizio del tentativo di golpe, ma non ho preso subito sul serio la notizia. Poi sono arrivate le conferme dell'intelligence". Lo ha raccontato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un'intervista alla tv satellitare al-Jazeera. "Quindi sono state prese misure per lasciare in modo sicuro l'hotel (di Marmara, ndr) per andare a Istanbul, dove ovviamente abbiamo incontrato alcune difficoltà", ha aggiunto Erdogan, spiegando che le difficoltà sono state superate "rapidamente".

GOLPE - Il tentativo di golpe, ha poi spiegato, è stato messo in atto da una "minoranza" all'interno delle Forze armate turche. Erdogan ha quindi aggiunto che "l'organizzazione terroristica (la rete legata al predicatore Fethullah Gulen, ndr) voleva che una minoranza controllasse la maggioranza".

"Potrebbero esserci altri paesi coinvolti nel tentativo di golpe" di venerdì scorso e "questa non è la fine dei tentativi di golpe, possono esserci altri piani".

La fase successiva al tentativo di golpe in Turchia sarà gestita "rimanendo nell'ambito di un sistema democratico parlamentare. Agiremo nel quadro del diritto", ha poi assicurato il presidente.

DIRITTI UMANI - "Nessuno può darci lezioni" in tema di diritti umani, ha affermato il presidente turco. Rispondendo a una domanda sulle critiche rivoltegli da alcuni paesi occidentali tra i quali la Francia, Erdogan ha ricordato le misure straordinarie adottate da Parigi dopo gli attentati terroristici subiti dal paese, tra cui gli arresti e la proclamazione dello stato d'emergenza.

"Un tentativo di golpe è un reato o no? - ha affermato - Lo è. E' un crimine contro lo Stato turco e lo Stato ha il dovere di trovare i colpevoli e consegnarli ai giudici che, in uno stato di diritto, li giudicano nel rispetto della legge".

"Il popolo turco ha chiesto la pena capitale (per i golpisti, ndr), se il parlamento la voterà, io la approverò", ha spiegato, ricordando che la pena capitale "c'è negli Usa, in Russia, in Cina". "Se l'Ue rispetta la democrazia - ha aggiunto - allora accetterà la decisione del popolo".

 



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