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28 maggio 2022

Nord-Est

Trovata morta a Trieste, oggi il funerale

Il decesso potrebbe risalire al giorno in cui la donna è scomparsa dalla sua abitazione, il 14 dicembre

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Liliana Resinovich

TRIESTE - Questa mattina sono stati celebrati i funerali di Liliana Resinovich, la donna di 63 scomparsa il 14 dicembre scorso e il cui corpo è stato trovato nel parco dell'ex Ospedale psichiatrico di San Giovanni il 5 gennaio scorso.
Il funerale è stato celebrato in forma privata, con una breve cerimonia di sepoltura nel cimitero di Sant'Anna.

LA CERIMONIA

"Mi resterà sempre dentro, sono uscito per comprare i fiori, i nostri fiori, come il bouquet da sposa". Sono le parole che Sebastiano Visintin, il marito di Liliana Resinovich, ha detto alla folla di giornalisti all'esterno del cimitero, dove stamattina sono stati celebrati i funerali della donna. Visintin, accompagnato da un uomo, è uscito dalla zona della sepoltura per raggiungere l'area dove sono in vendita i fiori ed ha acquistato un mazzolino. "Ho portato il cappellino, anche la maglietta ho portato, di quando andavamo in bicicletta, piccole cose...".

Resinovich è stata salutata con una sobria e breve cerimonia funebre nella cappella del cimitero di Sant'Anna. Una trentina di persone in tutto tra parenti, amici e il fratello della donna, Sergio, e la cugina, oltre al marito. Al termine di una breve funzione religiosa ha preso la parola proprio la cugina di Liliana, che rivolgendosi a Dio, ha chiesto che "aiuti le persone competenti che stanno lavorando, a raggiungere la verità", sul caso di Liliana. Molti i fiori portati dai presenti, all'esterno della cappella, vicino al libro dove si possono annotare ricordi e pensieri, c'era una foto di Liliana in un campo di papaveri. Al termine, la bara è stata portata via per la sepoltura. Stamattina presto tra i primi ad arrivare al cimitero è stato il marito, Sebastiano Visintin, il quale ai giornalisti che volevano intervistarlo ha detto soltanto "non auguro a nessuno di andare al funerale della persona amata da principale sospettato".

Nel piccolo piazzale dell'ingresso posteriore del cimitero, qualcuno ha affisso al muro, in alto, un piccolo cartello con la scritta "Ciao Lilly. Cam R.I.P.". I due acronimi potrebbero significare 'ciao amore mio' e 'riposa in pace'. Poco prima delle 13 sono usciti i parenti. "Adesso speriamo che la polizia ci dica che cosa è successo. Siamo tutti compatti, anche il marito, vogliamo tutti delle risposte", ha detto la nipote di Liliana. "Ho visto la gente dentro, al funerale, e non ti danno neanche la mano. Tante persone si sono rivolte contro di me, mi sono sentito infangato", ha concluso Sebastiano Visintin, rispondendo alle domande dei giornalisti sul proprio stato d'animo al termine dei funerali della moglie.

LE INDAGINI

 La morte potrebbe risalire al giorno in cui la donna è scomparsa dalla sua abitazione, il 14 dicembre.

A quanto si apprende, le condizioni in cui è stato ritrovato il cadavere, il 5 gennaio, sarebbero compatibili con una morte avvenuta diversi giorni prima.
Il cadavere è stato trovato tra la vegetazione del parco dell'ex ospedale psichiatrico di San Giovanni - non lontano dall'abitazione che Resinovich divideva con il marito, Sebastiano Visintin - infilato in due sacchi neri a formarne uno. La testa era avvolta in due sacchetti di plastica trasparenti.
Lo stato in cui è stato trovato, viste anche le condizioni meteo del periodo invernale e una relativa protezione data dai sacchi neri, potrebbe essere compatibile con una morte avvenuta una ventina di giorni prima.
Proseguono intanto le indagini condotte dalla Squadra mobile e coordinate dalla Procura, in attesa degli esiti degli esami tossicologici. Non è stata esclusa l'ipotesi di un suicidio.

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