19 ottobre 2021

Treviso

Troppe persone sui treni, viaggiatori stipati sulla tratta Treviso-Venezia

Calesso e Marcon: “La Regione rafforzi la frequenza delle corse sulla tratta Treviso-Venezia”

| Isabella Loschi |

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treni treviso-venezia

TREVISO - Viaggiatori stipati in alcuni convogli, senza il rispetto del distanziamento anti-Covid o passeggeri costretti a scendere dai treni per la troppa calca. Queste alcune delle scene a cui abbiamo assistito durante lo scorso fine settimana sulla linea ferroviaria Treviso-Venezia. Secondo il coordinamento provinciale di Treviso de Il Veneto che vogliamo è necessario aumentare il numero dei treni per poter garantire, soprattutto in questo periodo, a tutti i viaggiatori un servizio adeguato.

E’ arrivata l’ora di risolvere i problemi di sovraffollamento e di vuoti di servizio che c’erano già prima dell’emergenza sanitaria, destinando al servizio ferroviario regionale le risorse necessarie per aumentare la frequenza delle corse, contribuendo così a ridurre l’affollamento dei treni” - scrivono Gigi Calesso e Deborah Marcon.

“La soluzione “offerta” dal presidente Zaia di eliminare l’obbligo di distanziamento (mantenendo quello della mascherina) per risolvere il problema del sostanziale dimezzamento della capacità di trasporto dei mezzi ferroviari, ci sembra difficilmente accettabile. Così come troviamo inaccettabile  - spiegano - che chi vuole spostarsi in Veneto debba scegliere tra inquinare con l’autoveicolo privato ma viaggiando in sicurezza e non inquinare utilizzando il treno ma rischiando di viaggiare in una situazione in cui le norme anti-Covid sono solo parzialmente rispettate o del tutto eluse”.

Per questo i due rappresentanti trevigiani de Il Veneto che vogliamo chiedono alla Regione di destinare al rafforzamento del trasporto ferroviario le risorse che sono attualmente destinate alla realizzazione di nuove strade e superstrade.
“Pensiamo che vadano mantenuti gli stanziamenti per le necessarie manutenzioni e la messa in sicurezza degli assi stradali esistenti ma che non ne vadano realizzati altri e che i fondi così risparmiati vadano destinati appunto al rafforzamento dell’offerta della mobilità su rotaia”.

 


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Isabella Loschi

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