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01 luglio 2022

Treviso

Treviso, in scena all’auditorium Stefanini “Questi non ce li possiamo scordare”

Domenica, 24 aprile lo spettacolo teatrale promosso da Anpi Treviso

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

“Questi non ce li possiamo scordare”

TREVISO - Per il 77esimo anniversario delle Liberazione, la sezione Anpi Treviso presenta il primo spin-off di “QNSLPS,” uno spettacolo in forma di teatro musicale, promosso dall’Anpi di Alba-Bra in occasione del centenario della nascita di Beppe Fenoglio – scrittore e partigiano che tanto ha creduto nei giovani e che è rimasto fedele al tema resistenziale fino alla fine dei suoi giorni. Lo spettacolo, a cura di Arlo Bigazzi e Diego Repetto, propone la lettura di una serie di pagine di autori che contribuirono a far grande la narrativa italiana del secondo Dopoguerra con romanzi, racconti e memorie d’argomento partigiano. L’anteprima andrà in scena all’auditorium Stefanini di Treviso, domenica 24 aprile, alle 20.45 con letture sceniche di Chiara Cappelli, Lahire Tortora, Mirco Salvadori e con la partecipazione di Sandro Buzzatti, Gian Domenico Mazzocato e Doriana Vercesi.

“QNCLPS, che in questa occasione inserisce anche pagine e storie della Resistenza in Veneto, pone l’accento sulle scelte, i timori, gli entusiasmi e le speranze che hanno portato quei giovani vissuti nel ’43, alla decisione d’intraprendere la strada della Guerra di Liberazione con l’intenzione di porre in evidenza l’umanità e l’energia che sono innate negli anni della gioventù”, spiegano gli ideatori. “Quell’energia che prende origine dalla più o meno consapevole speranza di partecipare alla costruzione di un mondo migliore e pure da quell’esuberante incoscienza giovanile che non ha ben chiaro il perché ma che, nonostante tutto, niente toglie alla loro scelta di parte ma rafforza la spinta di quei giovani verso una forma di riscatto desiderato e cercato e che li rese forze storiche attive”.

Andando oltre l’epica partigiana, QNCLPS pone inoltre l’attenzione anche su quell’esplosione letteraria che in quegli anni fu, prima che un fatto d’arte, una questione esistenziale e collettiva, dove il desiderio di libertà non era tanto nella volontà di documentare o informare, ma quella di esprimere loro stessi e le amarezze della vita incontrate e vissute in un universo variegato e multicolore di esperienze.

La lettura scenica di questo spin-off è pensata in modo da permettere un coinvolgimento di personaggi del mondo della cultura del territorio con l’intento d’inclusività e scambio di esperienze umane e culturali.

 


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Isabella Loschi

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