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19 gennaio 2022

Treviso

Treviso riscopre il patrimonio archeologico delle mura

L’associazione Treviso Sotterranea propone la realizzazione di un “museo diffuso”

| Davide Bellacicco |

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| Davide Bellacicco |

Treviso riscopre il patrimonio archeologico delle mura

TREVISO- Presentato sabato sera il progetto di recupero delle cavità ipogee della cinta muraria di Treviso da parte di Treviso Sotterranea, associazione nata un anno fa e che si propone di esplorare e svelare al pubblico i segreti dell’opera cinquecentesca per poi formulare proposte di valorizzazione di questo immenso patrimonio archeologico.

L’idea su cui l’associazione sta lavorando, cercando di fare rete con il territorio, verterebbe sul cosiddetto "museo diffuso", un percorso didattico fruibile dai cittadini, che si snodi nei vari punti riscoperti della città, il tutto dopo un’opera di restauro (in alcuni casi dai costi abbastanza contenuti) e di rimozione dei laterizi accumulatisi negli anni, in particolare a seguito del bombardamento del centro storico.

Proprio in questi spazi, tra l’altro, si celerebbero, unitamente ad aree medievali e ottocentesche, gli ultimi rifugi antiaerei della II Guerra Mondiale ancora integri, nonché alcune fra le strutture realizzate nel corso della Prima.

Il progetto interesserebbe in particolare le aree sottostanti Porta SS. Quaranta, Porta S. Tommaso, il Bastione San Marco e il Bastione S. Sofia, visibile dal PUT all’altezza dell’imbocco della Restera. Quest’ultimo, ripulito al tempo dell’amministrazione Gentilini  dagli inerti derivanti dal crollo del macello comunale che sorgeva su di esso fino all’aprile del ’44, attende ora un intervento che lo protegga e lo consegni a una nuova fruibilità (l’associazione ipotizza di collocarvi i reperti spuri rinvenuti nelle esplorazioni).

Roberto Stocco, esperto di speleologia urbana e presidente di questa realtà associativa, annuncia anche la possibile imminente scoperta delle tracce dell’antico castello scaligero, poi veneziano, nell’area ex Camuzzi, dove un tempo sorgeva il gasometro cittadino, mettendo in guardia la platea riunita per l’occasione presso la sede del Gruppo Grotte trevigiano, sull’inopportunità, alla luce delle continue scoperte in loco, della realizzazione del parcheggio multipiano più volte proposto negli ultimi tempi, intervento che cancellerebbe per sempre un pezzo di storia trevigiana.

Grande l’entusiasmo dell’amministrazione comunale dinnanzi al materiale fotografico ed alle riprese che testimoniano la ricchezza di questo patrimonio culturale, amministrazione presente all’iniziativa con diversi consiglieri, l’assessore ai lavori pubblici, Ofelio Michielan e il titolare del referato alla cultura, Luciano Franchin. Da parte di entrambi, la determinazione a proseguire il rapporto cordiale con questa nuova e dinamica realtà sul territorio, avviando la ricerca di fondi europei e regionali per dare seguito alle idee presentate da Treviso Sotterranea.  

 

 


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