17 febbraio 2020

Treviso

TREVISO: PROVINCIA MENO "ASSISTITA"

Studio del gruppo leghista sulla ripartizione delle spese del Veneto

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TREVISO: PROVINCIA MENO

TREVISO – La provincia meno “assistita” del Veneto? E’ Treviso, seguita da Vicenza. Quella che assorbe maggiori risorse pro-capite è Padova, seguita da Belluno e Rovigo: tutte e tre si attestano ben al di sopra della media regionale per quanto riguarda i trasferimenti da palazzo Balbi ai loro cittadini.

E’ quanto rivela l’ultimo studio realizzato dal gruppo leghista in Consiglio regionale riguardo la ripartizione provinciale delle spese della Regione Veneto su dati ufficiali fino al 2010.

 “Il totale del pagamenti della Regione – dichiara il capogruppo Federico Caner – ammontava nel 2010 a 9 miliardi e 249.000 euro, in calo del 2,1% rispetto al 2009. Si tratta di risorse per l’83,3% destinate alla Sanità, seguita dai Servizi sociali (8,8%) e dai trasporti (3,3%). A livello provinciale, vediamo che per quanto riguarda la formazione e l’istruzione, Padova e Venezia fanno la parte del leone, ricevendo i contributi per le Università, mentre sempre il capoluogo assorbe risorse pari ad oltre 2 volte e mezza la media delle altre province. Belluno, proprio per la sua specificità, riceve trasferimenti procapite ben superiori a tutte le altre aree per la difesa del suolo, oltre che per il Turismo e per il Sociale”.

“In questo scenario, a parte le disparità territoriali che vanno a tutelare settori specifici in aree con esigenze differenti – prosegue Caner -, si nota che il Veneto non contempla sprechi e sperperi di denaro in nessun ambito di intervento. Di fatto, la nostra Regione ha già compiuto al proprio interno quella spending review che il Governo si sta lentamente apprestando a fare. Roma invece, ancora una volta, sembra un enorme pachiderma che rischia di calpestare le reali necessità di chi sta sotto le sue enormi zampe. Non vorremmo, alla luce di questi dati reali sulla spesa e i trasferimenti della Regione, che il Governo “per agilità” scegliesse ancora una volta di tagliare sì, ma a danno degli Enti locali già all’osso e soprattutto forieri di pochissimi sprechi, almeno per quanto riguarda quelli del Nord”.

“E’ giusto ed opportuno pertanto – conclude Caner – un dibattito sulla spesa pubblica, ma servono soprattutto azioni celeri di ristrutturazione della stessa, dato che le uscite sottraggono al Paese oltre la metà delle risorse a disposizione senza creare sviluppo e crescita. Ma questa operazione, che il ministro tecnico Giarda sta compiendo supportato da altri tecnici, non può andare a scapito di chi del controllo della spesa ha fatto da tempo una propria linea d’intervento, eliminando ogni spreco”.

 

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