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30 gennaio 2023

Treviso

Treviso non è una provincia per giovani: in Italia è al 77° posto

E' decima per i servizi ai bambini, i risultati della classifica del Sole 24ore

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

ragazza

TREVISO - Treviso non è provincia per giovani. Lo dicono i numeri della classifica stilata dal Sole 24Ore sulla qualità della vita declinata per fasce d’età: bambini, giovani e anziani. La seconda edizione dei tre indici, calcolati ciascuno su 12 parametri statistici forniti da fonti certificate (Istat, Miur, Centro studi Tagliacarne, Iqvia), è stata presentata ieri in anteprima al Festival dell’Economia di Trento.

La Marca è al 77° posto su 107 province, posizionandosi quinta in Veneto, per quanto riguarda la fascia di età 18-35 anni, peggiorando di due posti rispetto al 2021. Addirittura al 98° posto per quanto riguarda le imprese con titolari under35. Decisamente meglio la situazione per bambini dove Treviso è decima nella classifica generale e settima per quando riguarda la possibilità di fare sport per i giovanissimi e gli anziani con un 24esimo posto che sale al quarto per “speranza di vita”.

Le difficoltà per i giovani sono evidenziate proprio dal tema lavoro e casa: la Marca è in 83esima posizione per canoni di locazione e 55esiam per numero di attività legate all’e-commerce.
Molto meglio, invece, per quanto riguarda la disoccupazione giovanile dove Treviso sale all’11esimo posto. Altro punto dolente sono i medici: la provincia è 92esima per numero di pediatri e scende in centesima posizione per numero di medici specialisti.

“La bassa qualità della vita dei giovani nella provincia di Treviso è l’ennesimo segnale di una fragilità latente che mostra quanto sia in pericolo la tenuta del sistema sociale nel nostro territorio provinciale ma anche regionale”. A lanciare l’allarme, Adriano Bordignon del Centro della Famiglia e Presidente del Forum delle Associazioni Familiari del Veneto, a commento dei dati pubblicati da Il Sole 24 Ore.  Serve impegnarsi in un progetto ecosistemico per rendere il territorio capace di essere attrattivo per le nuove generazioni, migliorando la qualità della vita, offrendo stabilità e prospettive, partendo dal ventaglio delle opportunità da offrire ai giovani. Per questo, chiediamo un tavolo di confronto con le istituzioni, le amministrazioni locali, le parti sociali, il mondo delle imprese e gli Enti del Terzo Settore. Una cabina di regia per individuare e mettere in campo soluzioni condivise, e tempestive, dando una risposta univoca e concreta alle esigenze delle famiglie e delle comunità. Dobbiamo avere il coraggio di scommettere davvero sui giovani, guardando avanti con azioni concrete e progetti nel lungo periodo. A essere a rischio – conclude Bordignon – è il futuro di tutti noi”.

 


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