10 luglio 2020

Treviso

Treviso, entrano al bar con il braccio teso e inneggiano a Hitler: poi aggrediscono due ragazzi

L'indagine è stata condotta dalla Digos, deferiti tre ultras noti alle forze dell'ordine

| Gianandrea Rorato |

| Gianandrea Rorato |

piazzale Burchiellati

TREVISO - Aggrediti al bar per futili motivi, scatta la querela con tanto di referti medici del pronto soccorso. L’episodio è accaduto nella notte del 24 maggio scorso in un locale di Piazzale Burchiellati a Treviso.

Due ragazzi hanno chiamato la Polizia segnalando di essere stati aggrediti per futili motivi da alcuni soggetti presenti all’interno del locale, verosimilmente riconducibili ad ambienti dell’estrema destra trevigiana.

Nei giorni successivi entrambe le parti offese, che non appartengono agli ambienti dell’antagonismo trevigiano, hanno formalizzato in Questura la denuncia-querela, depositando anche i referti medici del Pronto Soccorso, con prognosi rispettivamente di 3 e 10 giorni.
I due ragazzi hanno riferito di essere stati aggrediti con pugni e calci senza un apparente motivo, sembra per il solo fatto di aver rivolto lo sguardo ad un ragazzo del gruppo “di destra” che, all’atto del suo ingresso nel locale, aveva attirato la loro attenzione per aver esordito ad alta voce con il saluto nazista “Heil Hitler”, accompagnato dal braccio destro teso.

Al termine dell’attività d’indagine condotta dalla DIGOS, nella giornata di ieri sono stati segnalati all’autorità giudiziaria per i reati di lesioni e danneggiamento in concorso, tre trevigiani di 44, 32 e 29 anni, noti - come si spiega in Questura - per la loro militanza in seno ai movimenti della locale destra radicale, nonché appartenenti alla componente ultras della tifoseria del Treviso calcio.

I tre indagati insieme ad altri soggetti, una volta usciti dal bar hanno aggredito un altro avventore presente presso i tavolini del plateatico esterno del pubblico esercizio. Quasi tutti i soggetti facenti parte del gruppo sono noti alla Digos; è bastato che i denuncianti volgessero solo lo sguardo in direzione del gruppo per scatenare l’aggressività del branco.

I titolari del pubblico esercizio si sono mostrati subito collaborativi durante le indagini, come si segnala in Questura.

 


| modificato il:

Gianandrea Rorato

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