26 febbraio 2021

Treviso

A Treviso ci si ammala sempre più di Covid sul luogo di lavoro

Esplosione di contagi a Treviso con il precipitare della situazione sanitaria. Il segretario dem Zorzi: "Urgente maggiore vigilanza, il virus non sente ragioni di fatturato né di profitto"

| Tommaso Colla |

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operaia

TREVISO - Non solo perdita del posto di lavoro e chiusura di imprese e attività: chi al lavoro ci va, in Veneto e a Treviso, si ammala sempre di più. L’esplosione di contagi che in queste settimane si sta registrando, con la maglia nera per numero di casi, deve preoccupare e richiamare tutti alla responsabilità. “Chiediamo alle autorità sanitarie e alle istituzioni locali di vigilare con fermezza: i protocolli sulla sicurezza nei luoghi di lavoro vanno rispettati, la salute e la dignità di chi va in ufficio, in fabbrica o in negozio vanno protette in modo prioritario”.

Così il segretario provinciale di Treviso del Partito democratico Giovanni Zorzi, che ritorna sull’allarme dato nei giorni scorsi dalla Camera del Lavoro della provincia di Treviso, invitando opinione pubblica, forze politiche e istituzioni a farsene seriamente carico: “Secondo i dati Inail, nonostante i protocolli a tutela della salute dei dipendenti, gli infortuni da lavoro a causa Covid-19 sono in aumento esponenziale proprio in questi ultimi mesi, in concomitanza con il precipitare della situazione sanitaria nei nostri territori – evidenzia Zorzi -. Serve l’assoluta consapevolezza da parte di titolari e imprenditori: il virus non guarda in faccia nessuno e non sente ragioni di fatturato né di profitto. La crisi morde le attività produttive, lo sappiamo bene, ma il rischio di scatenare focolai di coronavirus può far ritardare il tanto atteso ritorno alla normalità e rendere ancora più gravi le conseguenze economiche della pandemia”.

Il segretario provinciale dei Dem ricorda quanto accaduto l’estate scorsa con il focolaio sviluppatosi all’Aia di Vazzola che, coinvolgendo intere famiglie, ha dimostrato quanto sia pericoloso sottovalutare il contagio nei luoghi di lavoro. “A pesare, quindi, non sono solo i limiti del sistema di prevenzione basato sui test rapidi e i comportamenti colpevolmente irresponsabili di chi viola le quarantene, ma anche, in base a quanto evidenziano Cgil ed Inail, una mancanza di rigore nelle attività volte a tutelare i lavoratori” – assicura Zorzi, che conclude con l’invito a compiere sforzi ancora maggiori nella vigilanza sui luoghi di lavoro, dove il contagio può diffondersi allo stesso modo che nei luoghi deputati alla socialità, se non si prendono le dovute precauzioni”.

 


| modificato il:

Tommaso Colla

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