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19 luglio 2024

Treviso

Treviso, casa rifugio in memoria di Vanessa Ballan: "Mia sorella sarà guida in questo luogo sicuro"

Nicola Ballan è intervenuto alla presentazione della nuova "casa Rotary Vanessa" per le donne vittime di violenza: "Chiedere aiuto non è debolezza"

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

presentazione casa rifugio Vanessa

TREVISO - Un rifugio sicuro per le donne vittime di violenza e i loro figli, un luogo dove sentirsi accolte, protette, dove poter ripartire, trovare la forza per ricostruire un proprio progetto, realizzarsi e rendersi autonome, superando il senso di solitudine, grazie a un percorso di aiuto e accompagnamento. È il progetto promosso da fondazione Opera Pia Maurocordato, Rotary club Treviso Terraglio e centro antiviolenza Telefono Rosa. L’abitazione si chiama “Casa Rotary Vanessa” ed è un modo, innanzitutto, per ribadire l’impegno dei promotori contro la violenza di genere; un luogo di sicurezza e speranza dedicato alla memoria di Vanessa Ballan, la giovane donna uccisa a Riese Pio X, assieme al figlio che portava in grembo, lo scorso 19 dicembre. E proprio i famigliari di Vanessa, il compagno, i genitori e il fratello, che hanno acconsentito a dare il suo nome alla casa e hanno potuto conoscere il progetto, hanno voluto partecipare alla presentazione in vescovado.

“Grazie a tutti coloro che hanno permesso di realizzare questo importante progetto e questa speciale dedica a Vanessa - le parole di Nicola Ballan, fratello di Vanessa - Ci ha stupito, come famiglia, che persone che non conoscevamo abbiano pensato a noi e a Vanessa. In un certo senso, si sono presi cura di noi e del ricordo di lei, alimentando la speranza e l’aiuto per il prossimo. Per questo abbiamo acconsentito che questa casa sia intitolata a Vanessa. Ci sono molte ragazze e donne che hanno bisogno di aiuto e sono certo che mia sorella sarà guida in questo luogo sicuro, pensato e realizzato per loro e i loro figli. Penso che esercitare qualsiasi forma di violenza, specialmente quella che ha subito Vanessa, sia una forma di debolezza dell’essere umano. Tutti noi possiamo aiutare il prossimo attraverso l’ascolto profondo e la capacità di mettersi in gioco in prima persona. Invito, quindi, a non esercitare nessun tipo di offesa verso gli altri e, sebbene a chi la pratichi sembri non ci sia altro modo di agire o pensare, c’è sempre una soluzione per poter cambiare, e persone pronte ad aiutare. Quello che noi stiamo vivendo non dovrebbe viverlo nessuno, non dovrebbe esistere. Recuperiamo la nostra umanità e sforziamoci di riconoscere quando qualcosa non va. Chiedere aiuto non è debolezza, mai”.

Il progetto, il cui nome completo è “Casa Rotary Vanessa: No alla violenza di genere”, mira a trasformare il dolore per la sua perdita in qualcosa di tangibile a contrasto della violenza sulle donne. Non è la prima volta che Rotary, Fondazione Maurocordato, e Centro antiviolenza lavorano insieme: poco più di un anno fa, infatti, era stata presentata la prima “Casa Rotary”, all’epoca unica struttura di transizione di tutta la provincia. Ora le case sono due, ed entrambe saranno gestite dal Centro antiviolenza, che valuta gli accessi attraverso dei protocolli prestabiliti e accompagna le donne vittime di violenza offrendo anche supporto psicologico e legale.

Fondazione Opera Pia Maurocordato mette a disposizione, come per la prima “Casa Rotary”, un appartamento ristrutturato e arredato, con due camere, dove è possibile ospitare temporaneamente le donne che ne hanno necessità, eventualmente anche con i loro figli. Molto spesso le donne vittime di violenza familiare non sono autonome dal punto di vista economico e non hanno una casa di proprietà o in comproprietà. Per questo motivo, proprio la casa è qualcosa di fondamentale da cui ripartire e dove ritrovare serenità e speranza nel futuro, e dove, prima di tutto, mettere in salvo la propria vita. Il Rotary club Treviso Terraglio, grazie anche ai contributi degli altri club della rete Rotary, sostiene economicamente il progetto, coprendo i costi dell’affitto, fornito da Maurocordato a un prezzo estremamente vantaggioso, e le utenze. Inoltre, si fa carico del finanziamento di corsi di formazione e percorsi per promuovere l’autonomia delle donne ospitate.

Con questi progetti, i promotori divengono modello di collaborazione virtuoso e di fiducia reciproca. L’intento è quello di dare un segnale forte, favorire la cultura del rispetto, contrastare il dilagare degli episodi di violenza sulle donne e dei femminicidi, ma anche indicare un lavoro di rete e un percorso che altre associazioni possono intraprendere, dando vita a nuovi preziosi progetti.

La presentazione in vescovado è stata anche occasione per fare il punto, grazie al Centro antiviolenza Telefono Rosa, sull’attività della prima “Casa Rotary”. Dall’aprile 2023, quando è iniziato il progetto, sono state ospitate sette donne, per il periodo massimo convenuto di sei mesi ciascuna. Sono state tutte esperienze molto positive. Le donne sono riuscite, tutte, ad attivarsi, sia per il lavoro sia per trovare una sistemazione abitativa stabile. Le ultime due usciranno a breve e andranno ad abitare insieme, tale è il legame che si è creato tra loro. Ed oggi, l’avvio di Casa Rotary Vanessa, la seconda casa rifugio, una sorta di inaugurazione “a distanza”, visto che l’ubicazione è riservata, dovendo essere garantita al massimo la tutela delle donne ospitate.


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