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16 agosto 2022

Treviso

Treviso, boom di visitatori al Bailo: "I locali vicini non possono rimanere chiusi"

L'appello del sindaco Conte per "garantire tutti i servizi”, Veneto Imprese Unite: " La carenza di personale ha portato a rivedere orari di apertura e servizi”

| Isabella Loschi |

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coda museo Bailo

TREVISO - “Se ci sono trecento metri di coda davanti agli ingressi del museo Bailo per la mostra di Canova, non è pensabile che i bar della zona restino tutti chiusi. Sia chiaro, non voglio puntare il dito contro nessuno, siamo ancora in un periodo di incertezza e bisogna ritrovare stabilità, ma in questo momento chiedo uno sforzo per garantire tutti i servizi”.

Così il sindaco di Treviso Mario Conte interviene sul problema che hanno i locali della città a coprire le aperture, soprattutto nel fine settimana, per la mancanza di personale e la necessità di tenere aperti bar, osterie e ristoranti per i tanti turisti e visitatori che arrivano nel week end per eventi e mostre, così come è stato per lo scorso fine settimana.

A stretto giro di posta è arrivata la replica degli esercenti alle parole del sindaco. “Leggere i numeri sulle presenze alla mostra sul Canova del primo weekend di apertura, non possono che mettere ottimismo alle molte aziende del settore ospitalità, che proprio in questa estate vedono un trampolino importante per la ripartenza dopo due anni di limitazioni e incassi ridotti”, dichiara Andrea Penzo Aiello, presidente di Veneto Imprese Unite.

“L’altra faccia della medaglia mostra però un comparto che probabilmente non si è sempre fatto trovare pronto alla chiamata. Sicuramente la carenza di personale ha messo in difficoltà molti ristoratori e albergatori, che si sono visti obbligati a rivedere gli orari di apertura e i servizi offerti”. C’è poi una grande questione generazionale: “Treviso vede ancora tante attività gestite da famiglie storiche che se da un lato sono una certezza per la qualità del servizio, dall’altro è comprensibile che trovino difficoltà a strutturarsi con dipendenti e tutto quello che può servire per un’apertura 7/7 in virtù di appena 4 mesi e mezzo di mostra”.

Infine Penzo Aiello sottolinea come le aziende non sono “interruttori” da accendere e spegnere a comando: “Le nostre attività come non potevano essere chiuse dall’oggi al domani con un Dpcm non possono neanche essere riattivate al 100% dall’oggi al domani, seppur in virtù di una bellissima iniziativa turistica e culturale. Siamo sicuri che ci sia modo per lavorare su questi aspetti e faremo tutto il possibile per passare questo messaggio ai nostri associati, perché siamo sicuri che la rinascita di Treviso passi anche dal turismo”.

 



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Isabella Loschi

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