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18 gennaio 2022

Treviso

Il trevigiano Federico Girotto espone alla Triennale di Milano

In mostra l’installazione UpSea Down. Il digital designer racconta il processo e la realizzazione dell’esperienza digitale interattiva

| Leonardo Beraldo |

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A sinistra, il designer trevigiano Federico Girotto

TREVISO – Alla domanda su come si diventi designer, Federico Girotto, classe 1995, non pone veti: “Non c’è un percorso preciso e univoco. Io sono partito dagli studi universitari a Torino, iscrivendomi al corso di design della comunicazione digitale, e poi mi sono trasferito per un master in Interaction Design a Barcellona ”.

“L’Interaction Design” specifica, “Studia i modi di progettare l’interattività tra persone e oggetti. Sembra che il lavoro di designer sia una mera questione stilistica, ma non è così. C’è un profondo studio in fase di progettazione delle necessità della persona o di una comunità legate al prodotto o al servizio richiesto”.

L’opportunità, nel caso dell’UpSea Down, è arrivata dall’UNESCO. “Ho proposto il concept, candidandolo per la mostra Ocean&Climate Village ospitata dalla Triennale di Milano e incentrata sulle conseguenze dei cambiamenti climatici a livello marino, ed è stato accettato. La progettazione dell’installazione, una volta completata, è stata donata”.

L’idea alla base è comunicare e sensibilizzare in modo semplice ed efficace, per coinvolgere anche i giovani e i giovanissimi”. Federico ha usato la tecnica della gamification, che sfrutta i meccanismi del gioco. “L’installazione richiama tre sensi, quello tattile, quello visivo e quello sonoro. C’è un cursore –ecco il senso tattile- che può essere mosso su una linea temporale che va dal 1940 al 2100. Lo schermo –senso visivo- risponde in tempo reale ai comandi del cursore. Si possono vedere i dati sui livelli marini; più si andrà avanti nel tempo, più aumenteranno i colori caldi di un futuro catastrofico. Al contrario, più si andrà indietro, più i colori saranno freddi. A livello sonoro, invece, il futuro viene accompagnato da toni burrascosi, mentre gli anni del passato hanno i tipici rumori del mare piatto”.

Alla realizzazione dell’installazione hanno collaborato anche Davide Santini, art developer, che si è occupato della parte tech, e Valentina Lovat, oceanografa, che ha fornito i dati e le previsioni. Dopo aver partecipato all’Ocean&Climate Village nei primi giorni di ottobre, adesso l’installazione seguirà l’itinerario delle principali città italiane. E la prima probabile tappa è forse la più indicata, perché potrebbe essere la fragile Venezia. Per seguire le prossime mostre Ocean Climate Village con l’installazione UpSea Down: https://decenniodelmare.it/
 

 


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