04 agosto 2021

Treviso

Tre giorni a fine anno e la scuola già pensa alla ripartenza di settembre

"E' stato l'anno delle meraviglie: abbiamo avuto di tutto e di più". Per Salvatore Auci, segretario provinciale dello Snals, in questi nove mesi sono scoppiate tutte le contraddizioni della scuola italiana.

| Roberto Grigoletto |

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Tre giorni a fine anno e la scuola già pensa alla ripartenza di settembre

TREVISO - Meno tre: è iniziato, dopo l’ultimo giorno di vacanza per la festa della Repubblica, il countdown. Anche questo anno scolastico sta per concludersi. Ed esserci arrivati, al termine, sa quasi di miracolo. “Un anno scolastico, per dirla alla Crozza, che ricorderemo come l’"anno delle meraviglie” - sorride Salvatore Auci, segretario provinciale dello Snals di Treviso.

Inanelliamole allora queste meraviglie...

L’anno in cui sono arrivati nelle scuole i banchi con le ruote, costati un patrimonio e mai utilizzati; in cui ci hanno raccontato che la scuola è un luogo sicuro dal punto di vista dei contagi dal Covid-19, ma obbligandoci, fino a ottobre, a lavorare con alunni a un metro di distanza dalle rime buccali e senza mascherine. Ancora: l’anno in cui nelle scuole ci si è contagiati, ma nessuno doveva saperlo e si è scoperto che i mezzi di trasporto pubblico non erano sufficienti per il numero di studenti, trasformandosi in veri e propri carri bestiame. L’anno in cui abbiamo scoperto che durante una pandemia da coronavirus si può stare in 30 in classe, ma non si può stare in più di 5-6 persone in uno spazio commerciale simile a quello di una classe; oppure si può stare all’interno di una classe, ma non all’interno di un ristorante. Devo continuare?

Prego

L’anno in cui Cgil, Cisl e Anief hanno benevolmente sottoscritto un contratto che ci obbliga alla Dad (con impegno lavorativo triplicato) senza alcun riconoscimento economico aggiuntivo; in cui chi ci governa ha scoperto che le classi sono troppo affollate e il personale non è sufficiente, dopo che con la legge 133/2008 sono stati tagliati oltre 132.000 posti e chiusi tantissimi plessi e sedi staccate. Infine è stato l’anno durante il quale per la scuola si è deciso di improvvisare la costruzione di un “ponte ideale” per il nuovo anno, quando quelli veri già esistenti non sappiamo neanche mantenerli efficienti.

Un anno da bocciare.

Un bilancio completamente negativo che dimostra quanto sia inadeguata la classe dirigente del nostro Paese.

Ma non è finito del tutto: cominceranno tra due settimane gli esami di maturità. Prima ancora quelli di licenza media. Come ci si sta preparando?

L’esame avrà una prova orale, in presenza, che partirà dalla discussione di un elaborato il cui argomento è stato assegnato agli alunni dal Consiglio di classe. Naturalmente, malgrado i continui messaggi rassicuranti, c’è preoccupazione tra il personale della scuola costretto, durante tutto il corso dell’anno scolastico, a fare i conti con le opinabili disposizioni riguardanti le norme di prevenzione anti Covid-19. Forse accelerare le procedure per espletare la vaccinazione anche degli alunni poteva essere utile per tutti.

Come ci si dovrà organizzare adesso per la “normale” ripartenza a settembre?

Diminuendo il numero di alunni per classe, non solo per il distanziamento ma soprattutto per la qualità dell’apprendimento dei nostri alunni; ridimensionando le scuole: basta classi trasformate in pericolosi pollai: in Veneto, a Treviso in particolare, siamo stati bravissimi a creare mega istituti, dove studenti e docenti sono meri “numeri”; mettendo a punto nuove e più efficaci linee guida da attuare per la ripresa delle lezioni, perché non sono più accettabili improvvisazioni come quelle adottate da settembre a ottobre: alunni in classe a un metro di distanza dalle rispettive rime buccali e senza mascherine.

Senza scordarsi dei trasporti...

Vanno potenziati, soprattutto se continuerà a manifestarsi un pericolo di contagio. Si usufruisca dei mezzi a disposizione delle forze dell’ordine: esercito, polizia, carabinieri, guardia di finanza.

E con il personale come la mettiamo? Docenti, Ata: quest’anno è stato introdotto l’organico Covid.

Vanno restituiti alla scuola gli 87.500 docenti e i 44.500 collaboratori scolastici, amministrativi e tecnici sottratti prepotentemente dalla legge 133/2008. Va garantita la sorveglianza e la sicurezza: in molte occasioni si sono allontanati dalle scuole di Treviso bambini piccolissimi per mancanza di personale collaboratore scolastico.

I concorsi per il ruolo di docente si faranno?

Deve essere semplificato al più presto il reclutamento del personale con concorsi calendarizzati annualmente: non è più accettabile il risparmio delle risorse sulla pelle dei 200.000 precari.

Di insegnanti ne andranno anche in pensione quest’anno: in quanti a Treviso?

Ancora non sono disponibili i dati definitivi del personale della scuola di Treviso che andrà in pensione, ma sono stati tantissimi, fin dal mese di settembre 2020, soprattutto docenti, quelli che hanno chiesto di verificare i conteggi per poter avere la possibilità di essere collocati a riposo. Fenomeno in crescita quello dell’abbandono... dell’insegnamento.

Per quali ragioni?

La docenza è considerata lavoro usurante dalle norme pensionistiche soltanto per le maestre della scuola dell’infanzia; in verità lo è, dal punto di vista psico-fisico, per tutti i docenti, molti in cattedra anche oltre i 65 anni. Per non parlare delle violenze sui minori di cui alcuni vengono accusati o di quelle che subiscono da alunni più grandi. È necessario intervenire anche su questo prima che il fenomeno degeneri.

 


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Roberto Grigoletto

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