05 agosto 2021

Conegliano

Trattare l’orto fa più male che irrorare il vigneto

Per L’Ulss7 i dati delle urine non sono allarmanti

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Trattare l’orto fa più male che irrorare il vigneto

CONEGLIANO - «I dati non sono allarmanti». Con queste parole Gian Antonio Dei Tos, direttore generale dell’Ulss7, ha anticipato i risultati del biomonitoraggio sui fitofarmaci, attesi da un anno e resi noti oggi a mezzogiorno. Chi vive in campagna, nell’area del Prosecco Docg, non è più esposto ai pesticidi di chi vive, per esempio, in una città senza vigneti. Lo mostrano i dati relativi alle concentrazioni di ETU (etilentiourea) nelle urine di 260 adulti e 126 bambini di Cison di Valmarino, Farra di Soligo, Follina, Pieve, Refrontolo, San Pietro di Feletto, Susegana, Vittorio Veneto.

L’ETU è l’indicatore di assorbimento dei ditiocarbammati, i fungicidi usati nell’attività agricola. Nel caso di un agricoltore costantemente a contatto con i fitofarmaci irrorati (sui vigneti ma anche sull’orto di casa), la concentrazione di ETU nelle urine può raggiungere valori dai 100 ai 300 microgrammi per litro. Nel 53% dei soggetti esaminati dall’Ulss7, la sua concentrazione è inferiore ai limiti rilevabili dalle analisi, pari a 0,5 microgrammi/litro. Nel rimanente 47% dei soggetti, spiega il dottor Sandro Cinquetti (direttore Dipartimento di Prevenzione Ulss7) «i valori di ETU sono sovrapponibili a quelli dei residenti di alcune grandi città, in cui non c’è traccia di vigneti». In ogni caso, il valore massimo rilevato nella popolazione degli otto Comuni Docg è stato di 19,7 microgrammi/litro: in uno studio simile condotto nel 2003 nell’Oltrepò Pavese, questo dato era di 63,2.

Dai questionari distribuiti, sono emerse un paio di curiosità. Chi risiede in una casa a meno di 30 metri dal vigneto, non ha valori superiori di ETU rispetto a chi abita a oltre 200 metri dalle vigne. Mentre un dato sorprendente riguarda gli orti domestici: chi esegue trattamenti nel proprio orto tende ad avere valori di ETU superiori: otto soggetti hanno mostrato concentrazioni di ETU superiori a 5 microgrammi/litro, comunque ben al di sotto della soglia di guardia. Non sussistono grosse differenze tra adulti e bambini: il 46% di questi ultimi presenta valori superiori a 0,5, e solo sette bambini sforano la soglia dei 5 microgrammi/litro.

L’Ulss7 ha voluto fare chiarezza su altri due temi, oggetto di feroci polemiche. «Nella nostra Ulss la mortalità per tumore è inferiore rispetto alle altre aziende sanitarie del Veneto» ha spiegato Dei Tos. Mentre i ritardi nella divulgazione delle analisi sono stati imputati alla complessità del lavoro di laboratorio necessario. Infine, la promessa di Dei Tos: «La nostra preoccupazione è la salute dei cittadini. Questi dati non sono allarmanti, ma non smettiamo di ricercare e preparare ulteriori analisi».

 

In questa pagina i risultati dello studio

 


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