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27 giugno 2022

Nord-Est

Toninelli: "Ero ingenuo ma ho combattuto i Benetton"

"Farò altro, ma non lascio il Movimento"

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Toninelli:

ROMA - "Ho avuto un potere enorme e non mi sono mai risparmiato di esercitarlo contro i vecchi bastioni della rendita parassitaria, contro chi aveva le leve lunghe di un potere immortale. Sono giunto al ministero con la favolosa ingenuità del dilettante, di chi non aveva consapevolezza di quel che provocava con le proprie decisioni. Senza quell'incoscienza ti arrendi prima di iniziare".

Così l'ex ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli in una intervista a 'Il Fatto Quotidiano' in cui ripercorre la sua vita politica e parla del futuro. Toninelli ricorda le sue decisioni dopo il crollo del ponte Morandi rispondendo a chi lo accusa di essere un dilettante. "Chi avrebbe fatto la guerra ai Benetton come l'ho fatta io? I Benetton hanno ripagato sia il ponte che le case degli sfollati. Il decreto Genova l'ho scritto io". Rispondendo alle critiche mosse contro i Cinquestelle di essersi 'fidanzati con la poltrona' precisa: "Spero che tutto il movimento confermi la linea fondativa: due mandati bastano, poi si torna da dove si è partiti".

Quindi l'ex ministro parla del futuro: "Farò altre cose". E alla domanda se farà il commentatore web aggiunge: "Certo non lascio il Movimento". E rispondendo alla domanda se si sia rabbuiato per il fatto che Draghi a Genova abbia ringraziato tutti tranne lui, aggiunge: "Quel che ho fatto si vede. Se c'è il ponte è anche merito mio. E se sotto quel ponte adesso nascerà un giardino (quando l'annunciai tutti avanzarono un sorrisetto sfottente, per dire: il giardino sotto il ponte?) è sempre per merito mio. Se Gioia Tauro è tornato ad essere un porto leader nel Mediterraneo è anche, se permette, merito mio". 

 


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