07 agosto 2020

Rugby

Toa Halafi: "Treviso simile alla Nuova Zelanda"

Le sensazioni dell'ultimo arrivato in casa biancoverde: "Il segreto del club? La professionalità"

Rugby

Toa Halafihi

TREVISO - Ecco l’ultimo arrivato in casa biancoverde, Toa Halafihi marito e padre di due piccole bambine.

Nato a Gisborne (parte nord-orientale della Nuova Zelanda, ndr) il 27 novembre 1993, pesa 107 kg ed è alto 191 cm, Halafihi comincia a giocare a rugby per la Gisborne Boys, scuola media e superiore della sua città natale. Dopo essersi diplomato, disputa una stagione in Mitre 10 (campionato nazionale neozelandese, ndr) con la maglia del Poverty Bay nel 2012, per poi spostarsi a Taranaki e giocare con gli Spotswood United.

La prestanza fisica e le ottime qualità tecniche fanno di Toa un potente ball carrier, in grado di rompere i placcaggi mantenendo il possesso in situazioni difficili, doti che nella stagione 2014/2015 gli consentono di tornare a disputare la Mitre 10 Cup proprio con Taranaki, club con il quale sino ad oggi ha collezionato 38 presenze e 12 mete e di cui è stato eletto giocatore dell’anno nel 2017.

Nello stesso anno Toa figurava al primo posto per metri guadagnati, nel reparto di terze linee dell’intera competizione, con 478m totali e con 4,23m di guadagno medio a pallone portato oltre a 26 difensori battuti. Nella Mitre 10 2018 ha giocato solo metà delle partite rispetto alla stagione precedente guadagnando comunque 225 metri e battendo 14 giocatori.

Le consistenti prestazioni a livello nazionale, nel corso degli anni, attirano su di lui l’attenzione anche degli Hurricanes con i quali fa l’esordio in Super Rugby e nella passata stagione del Lione, con i francesi disputa 12 gare tra Top14 ed European Challenge Cup.

Toa, raccontaci le tue impressioni al momento dell’arrivo nel nostro club.

“Sono rimasto veramente impressionato da tutto ciò ho trovato qui a Treviso. Lo staff è composto da veri professionisti che ogni giorno impongono standard elevati pretendendo il massimo da ciascuno di noi.

Quando parlo di staff intendo in senso generale: allenatori, preparatori fisici, fisioterapisti, medici, dirigenti, ecc.

Credo che il segreto del successo del club sia proprio questo: essere circondati da persone preparate che ci permettono di rendere al meglio.

Le strutture a nostra disposizione sono altrettanto ottime: dai campi d’allenamento alla palestra che è dotata anche di un manto in sintetico interno su cui fare test atletici o lavorare quando le temperature all’esterno non lo permettono.

Ambientarmi è stato facile, dal punto di vista tecnico/lavorativo tutto è realmente simile al modello che abbiamo in Nuova Zelanda, da quello relazionale staff e compagni di squadra mi ha fatto sentire sin da subito parte della famiglia”

Prima di scegliere di venire qui a Treviso ti eri consultato con qualcuno?

“Sì, nelle settimane precedenti alla mia scelta avevo parlato con Douglas (Leone biancoverde nella scorsa stagione ed ora ai Crusaders, ndr), Faiva e Ioane. Loro avendo moglie e bambini, proprio come me, possono capire meglio di chiunque altro cosa voglia dire lasciare il proprio paese e trasferirsi dall’altra parte del mondo. Sono stati importanti nella mia scelta dicendomi che mi sarei trovato bene sin dal primo momento e così è stato. Momentaneamente ho però preferito lasciare mia moglie e le bambine in Nuova Zelanda per concentrarmi esclusivamente sul rugby e trovare la mia stabilità. Quando questo sarà avvenuto, li porterò qui a Treviso”

Hai già avuto modo di fare un giro a Treviso e/o zone limitrofe?

“Sono una persona alla quale piace tanto andare in giro e conoscere nuovi posti, nuove persone. Alle giornate chiuso in casa per giocare alla playstation (non ne ha mai avuta una, ndr) preferisco lunghe passeggiate alla scoperta di luoghi che non ho mai visto. Purtroppo con le intense settimane di allenamento non ho ancora avuto tempo ma la prossima che saremo fermi spero di poter conoscere meglio la città e quello che ci sta attorno”

Tornando al rugby, cosa conosci sul Guinness PRO14?

“Mi sono interessato al Guinness PRO14 la scorsa stagione durante la mia esperienza in TOP14 con la maglia del Lione. E’ una grande competizione diventata ormai internazionale e quello che si dice a riguardo è tutto vero: è un rugby duro, i giocatori sono forti e grossi, non esistono partite scontate ed ogni squadra ha la propria maniera di interpretare il rugby”

Quali sono state le tue sensazioni riguardo alle prime due partite giocate con la nuova maglia?

“Credo che sia come squadra sia personalmente contro Agen e Grenoble siano arrivate due buone performance. Il debutto a Monigo è stato fantastico, prima della gara ero nervoso, i ragazzi mi hanno detto sii semplicemente te stesso “Toa Halafihi” e vedrai che andrà tutto bene. Devo dargli ragione, ho ascoltato il loro consiglio ed è andato tutto bene. La mia condizione fisica non è ancora ottimale ma sto lavorando per raggiungerla al più presto”

Quali obiettivi ti sei prefissato per la stagione in corso?

“Personalmente voglio dare il massimo per ricompensare la fiducia della società, voglio dimostrare di essere il miglior giocatore nel mio ruolo. Sono un giocatore veloce, un buon ball carrier e poi adoro vincere ogni contatto. Mi piacerebbe anche vincere qualche trofeo con questa maglia così da rimanere nella memoria dei tifosi”.

Venerdì vi aspetta una gara fondamentale per la rincorsa ai play-off contro un avversario a due sole distanze da noi. Che partita sarà?

“Prepareremo il match alla perfezione, come facciamo ogni settimana contro ogni avversario. Ulster è un ottimo team, noi avremo diversi nazionali assenti ma per chi ha giocato meno sarà l’occasione giusta per mettersi in mostra. E’ una partita che vogliamo portare a casa”

fonte:benettonrugby.it

 

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