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18 gennaio 2022

Treviso

TESSERE ELETTORALI: DA SABATO ARRIVA IL MESSO

Il Comune, prevedendo fin da subito la consegna domiciliare, è riuscita a risparmiare 30 mila euro e ringrazia chi si è recato a ritirarle

| Laura Tuveri |

| Laura Tuveri |

TESSERE ELETTORALI: DA SABATO ARRIVA IL MESSO

TREVISO - Tessere elettorali: da sabato 9 aprile, tramite un messo comunale, verranno recapitare a casa le nuove e ritirate le vecchie. Per chi volesse recarsi all’ufficio elettorale per espletare l’operazione, l’ufficio elettorale, che si trova al pianoterra presso l’ex Tribunale in piazza Duomo, resta aperto anche domani dalle ore 8.30 alle ore 12.30.

E il Comune li ringrazierebbe chi lo farà così risparmierà ulteriore denaro. Stamani, martedì 5 aprile, l’amministrazione guidata dal sindaco Gobbo ha voluto convocare una conferenza stampa per far chiarezza sulle nuove modalità di distribuzione del documento necessario per poter votare e per rispondere alle polemiche da parte delle opposizioni sulla mancanza di trasparenza rispetto alle operazioni di sostituzione delle tessere e sulle code anche di mezz’ora che il 22% di elettori ha dovuto sorbirsi, facendo, però, risparmiare circa il 33% alle casse comunali.

 

La spesa, se fosse stato mandato il messo a casa di tutti, sarebbe stata di 100 mia euro circa. Il sindaco Giampaolo Gobbo e l’assessore alle Politiche in materie demografiche, Andrea De Checchi, hanno spiegato che fin da subito, da diversi mesi, in accordo con la prefettura, era stata prevista tale modalità di distribuzione che serviva per consentire al Comune di risparmiare 30 mila euro da destinare ad attività culturali, sportive per ragazzi e per il sociale.

Sindaco e assessore ringraziano gli elettori che si sono recati presso l’ufficio elettorale, dimostrando grande senso civico, e si scusano per i disagi che hanno dovuto sopportare dovendo sobbarcarsi code anche di mezz’ora. Fino a ieri, lunedì 4 aprile, il 22% degli aventi diritto al voto, (che equivale alla consegna e al ritiro di 13 mila schede) si era recato presso l’ufficio elettorale. D

a sabato, coloro che non lo hanno fatto riceveranno la visita del messo comunale che se non troverà nessuno in casa la prima volta lascerà un avviso indicando data e orario del secondo passaggio, in caso di mancata presenza in casa anche la seconda volta, altro avviso e terza visita, dopo di che verrà chiesto al cittadino che vuole esercitare il diritto dovere di voto alle prossime elezioni provinciali del 15 e 16 maggio e per le consultazioni referendarie del 12 giugno di recarsi all’ufficio competente.

E’ possibile lasciare una delega valida per il ricevimento delle nuova tessera e la restituzione della vecchia anche al vicino di casa, si risparmieranno, così, ulteriore denaro e tempo. I dipendenti comunali impegnati in questa attività sono 77. “Quello a cui abbiamo assistito in queste settimane sono state polemiche fuori luogo e strumentali da parte di chi voleva solo gettar fango sull’amministrazione che alla fine delle operazioni di distribuzione dimostrerà a tuttinon la lungimiranza e la capacità di pianificare e gestire questa situazione molto più efficacemente della maggior parte delle altri città venete” ha detto De Checchi che ricorda che fin dall’inizio era in programma la distribuzione a casa, ma non era possibile effettuarla da subito a causa della mancanza di fondi.

“Grazie a coloro che si sono recati all’ufficio elettorale. Ciò ci consente ora di poter mandare il messo a casa e di investire i fondi risparmiati in cultura, sport per i giovani e sociale. Costoro hanno dimostrato un grande senso civico, mentre chi ci ha contestato, anche se non lo ammetterà mai, dovrà solo riconoscere che tutto filerà liscio e che non si creeranno disguidi nell’espletamento del voto” ha affermato l’assessore.

Una delle accuse più frequenti era la mancanza di trasparenza nel comunicare ai cittadini come fare per avere la nuova tessera: il Comune ha affidato la comunicazione a stampa e tivù e al sito internet, ma non tutti leggono i giornali o hanno dimestichezza con il computer. Come mai non è stato mandato un avviso a casa per spigare le modalità di ritiro?

La risposta è stata che i costi erano esorbitanti per avvisare i 66 mila elettori, pari a 41 mila euro, ma anche un può meno secondo noi, visto che bastava una lettera al capofamiglia per avvisare anche coniuge ed eventuali prole. Cosa penseranno gli elettori che han dovuto fa la fila? Basterà a consolarli in fatto che hanno consentito di mettere in circolo 30 mila alla collettività? Per i più solidali certamente sì, ma saranno in molti ad imprecare contro Ca’ Sugana per i disagi subiti. Li consoli il fatto che sindaco e assessore hanno pubblicamente lodato il loro senso civico ed etico.

 


| modificato il:

Laura Tuveri

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