04 giugno 2020

Cronaca

Tenta una rapina ad un carabiniere che spara, muore 15enne

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Tenta una rapina ad un carabiniere che spara, muore 15enne

Un ragazzo di 15 anni è morto questa notte a Napoli in un tentativo di rapina a un carabiniere libero dal servizio. E' accaduto in via Generale Orsini nel quartiere di Santa Lucia. Stando a quanto emerge dalle indagini in corso, il ragazzo voleva l'orologio del militare. In sella a uno scooter, con il volto travisato con scaldacollo e casco insieme a un complice, ha puntato una pistola alla tempia del carabiniere 23enne in servizio in provincia di Bologna e al volante della propria auto insieme a una ragazza. Con la pistola puntata alla tempia, poi rivelatasi una replica, il militare si è qualificato, ha accelerato e poi - forse pensando di non avere vie di fuga - ha esploso tre colpi di pistola contro il 15enne che è morto poco dopo in ospedale.Il ragazzo era incensurato così come il suo complice 17enne che è stato fermato. Il 17enne non risulta legato agli ambienti della malavita. Il motorino, da lui abbandonato, è stato ritrovato e ora è sotto sequestro.

 

"DINAMICA RAPINA SIMILE A OMICIDIO CARABINIERE FOGGIA" - Secondo fonti investigative, la dinamica di quanto accaduto è simile a quella dell'uccisione, il 13 aprile scorso, di Vincenzo Carlo Di Gennaro, il 46enne maresciallo maggiore dei carabinieri ucciso a colpi di pistola da Giuseppe Papantuono durante un controllo a Cagnano Varano (Foggia). Il 67enne, già noto alle forze dell'ordine, fece fuoco contro il vicecomandante della stazione locale dei carabinieri dopo essersi avvicinato all'auto di servizio dove la vittima si trovava insieme al collega 23enne Pasquale Casertano per una segnalazione di lite in famiglia.

 

PARENTI DEVASTANO IL PRONTO SOCCORSO - Dopo il decesso del 15enne, "il pronto soccorso del presidio ospedaliero dei Pellegrini è stato devastato dai familiari e amici del ragazzo - denuncia il direttore generale dell’ASL Napoli 1 Centro Ciro Verdoliva - Un fatto gravissimo per il quale esprimo solidarietà a tutti i nostri dipendenti che ancora una volta sono stati vittime di insulti e minacce, e ancora una volta hanno continuato, nonostante tutto, a prestare assistenza ai pazienti". Verdoliva durante il sopralluogo all’ospedale della Pignasecca ha constatato gli ingenti danni ad arredi e attrezzature e l’assenza di condizioni igienico-sanitarie conseguenziale ai fatti accaduti. “Sono stato costretto - dice - a chiudere il Pronto Soccorso. Quanto è accaduto ha di fatto creato condizioni che impediscono lo svolgimento delle attività assistenziali di emergenza in condizioni di sicurezza, sia per i pazienti che per gli operatori”.

 

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