05 aprile 2020

Montebelluna

"Il teatro si farà", il sindaco Favero bacchetta L’Alternativa Giusta

Marzio Favero risponde alle critiche del gruppo di minoranza che aveva attaccato il sindaco sulla questione teatro

| Ingrid Feltrin Jefwa | commenti |

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MONTEBELLUNA – La questione teatro a Montebelluna continua ad animare discussioni e proposte, ma questa volta a dire la sua, rispondendo anche all’attacco del gruppo d’opposizione l’Alternativa Giusta e il primo cittadino. Marzio Favero, infatti, non ci sta a essere bersaglio di critiche a fronte del fatto di essere riuscito nell’intendo di portare a casa 5,5 milioni di euro, per un teatro da realizzarsi nell’ex tribunale, dopo che l’ipotesi di acquisire la storica sede di Veneto Banca ora Banca Intesa, è tramontata. In questo modo la città avrà l’atteso teatro che chiede da decenni e Banca Intesa riconosce una sorta di “risarcimento morale” alla collettività a fronte del danno subito dal crac di Veneto Banca.

 

“E ci mancherebbe altro che l’Alternativa Giusta fosse d’accordo con qualcosa che fa l’amministrazione comunale; come dimenticare la sua feroce opposizione alla pedonalizzazione e riqualificazione del centro. Ma oggi sarebbe una bestemmia tornare indietro – esordisce pepato Marzio Favero -. Adesso il sindaco riesce, mediando, a portare a casa un finanziamento per restituire un teatro alla città. Ma ad Alternativa Giusta non va bene. Il sindaco sarebbe venuto meno al mandato per ottenere l’immobile storico di Veneto Banca”. Il sindaco quindi puntualizza: “Il consigliere Bortignon si dimentica che la richiesta era finalizzata a restituire un teatro alla città. Evidentemente si è distratto nei mesi scorsi quando è uscito sulla stampa la notizia che la sede storica non è stata data né alla società in liquidazione, né al Ministero bensì a Intesa Sanpaolo per le sue attività istituzionali. La cosa è notissima in città visto che Intesa Sanpaolo negli ultimi mesi ha fatto degli evidenti interventi di restauro nella sede storica con tanto di cantiere per concentrarvi le altre sedi che aveva in città. Dov’era Bortignon?”

 

Favero prosegue: “Lo stesso afferma che un teatro non sarebbe necessario per la città perché ce né già uno a Trevignano da 300 posti. Con tutto il dovuto rispetto, faccio presente che quello di Trevignano è un utilissimo auditorium, ma Montebelluna città ha diritto ad avere un teatro nel senso compiuto del termine. E l’idea che il teatro sia il cuore pulsante della città è un elemento costitutivo della storia culturale occidentale e fa cadere le braccia sentire che un professor come Bordignon è contrario. Quanto alla proposta sua e di De Bortoli di acquisire Villa Bertolini, mi chiedo a che pro?”. E ancora sull’antica dimora: “Villa Bertolini è un edificio residenziale che trova la sua parte più preziosa negli arredi: il salotto, la cucina, lo studiolo, le camere, nonché gli archivi del senatore Bertolini. Non si può pensare di ricavarvi all’interno un teatro, né di realizzarlo in un terreno che ha vincolo monumentale. Inoltre, cosa comporterebbe fare della casa una sede delle associazioni? Svuotarla della sua anima, cioè dei suoi arredi. Cosa inconcepibile. Sarebbe una violenza intollerabile. Per le associazioni c’è già una risposta ed è la sede dell’ex Manara Valgimigli, oggi occupata dalla cooperativa Vita e Lavoro che però sta progettando la sua nuova casa presso il quartiere di Guarda. Fra due anni sarà libera e a disposizione per le nostre associazioni cittadine”.

 

“Spiace che dopo l’applauso unanime in consiglio comunale per il traguardo raggiunto, già dopo pochi giorni si ritorni ai sofismi per cercare di contrastare la maggioranza quando il risultato poteva essere condiviso da tutti – conclude il sindaco Marzio Favero -. Spiace che l’Alternativa Giusta abbia una visione così triste da pensare che Montebelluna non si meriti un centro pedonalizzato e, se vuole andare a teatro, debba andarci da altre parti. Il disegno della maggioranza per il centro è strategico. A nord la nuova piazza delle istituzioni, a sud il polo culturale con biblioteca e teatro a servizio anche del polo di istruzione secondaria”.

 



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Ingrid Feltrin Jefwa

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