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01 luglio 2022

Castelfranco

Il tartufo del Grappa si prepara al suo debutto in grande stile

Il ritorno di una tradizione: già nei documenti della Repubblica Veneta datati 1780 si legge del tartufo del Grappa

| Maria Elena Tonin |

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| Maria Elena Tonin |

Tartufo nero

PIEVE DEL GRAPPA - Anche il Monte Grappa ha il suo tartufo: un prodotto di nicchia che si appresta a diventare un piccolo circuito economico virtuoso. Dalla pizza al rotolo di coniglio, passando per pasta e gnocchi, il tartufo del Grappa, si prepara al suo debutto in grande stile. Le varietà sono quelle dello scorzone nero, l'uncinato e il nero pregiato, nelle varianti estive ed invernali. Tutto inizia da una ricerca genealogica della famiglia Ceccato di Crespano del Grappa: dall'Archivio di Stato escono documenti della Repubblica Veneta datati 1780 e una sorta di volantino di quello che era allora un vero e proprio appuntamento locale con il tartufo, una piccola fiera che si svolgeva a Crespano. Sempre nell'800, aveva visto visto la pubblicazione di una vera e propria guida "enogastronomica" scritta a Belluno, che, parlando delle "tartuffole", raccontava della diffusione del prodotto in un territorio che andava da Cornuda a Romano d'Ezzelino e faceva intuire un mercato locale del tartufo piuttosto diffuso.

Poi le guerre e il racconto di un habitat fortemente compromesso, brullo, privo di boschi, sia per interventi del tempo poco conservativi, sia per l'esigenza, da parte di una popolazione povera, di aver pascoli e fieno per il bestiame: "Fino a 30 anni fa, tutti gli studi dedicati alla presenza del tartufo in Veneto, descrivono l'area trevigana come di scarsa importanza, proprio per le caratteritiche del terreno. Le foto sono emblematiche: mostrano il Massiccio completamente privo di boschi, In questo contesto, il tartufo è andato dimenticato".  Nel 2014, grazie ad un gruppo di "amanti" del territorio, il fungo trova nuova vita: "Abbiamo intuito quale potesse essere il potenziale della nostra scoperta" continua Bruno Ceccato. "Per questo abbiamo subito fondato un'associazione "Tartufo del Grappa" e depositato il marchio. Chiediamo alla Regione di regolamentare la raccolta, in modo che diventi un piccolo indotto economico per la zona e che sia protetto da cercatori senza scrupoli". Negli obiettivi dell'Associazione, anche inserire il tartufo tra i prodotti tipici tutelati dalla Biosfera Mab del Grappa. Settimana prossima è previsto un incontro con Annalisa Rampin, sindaco di Pieve del Grappa e presidente dell'Unione Montana.

Per ora l'associazione conta due raccoglitori con patentino, ma il futuro si prospetta roseo, con molte possbilità, sia per altri raccoglitori che per nuovi prodotti, come i salumi e i formaggi al tartufo, oltre che l'olio, il burro e la salsa che proprio in questi giorni stanno entrando in commercio. Sta partendo, inoltre, una collaborazione con i frantoi di Pove del Grappa:  "Abbiamo coinvolto "nella sperimentazione" gli agriturismi e i ristoratori della zona" coclude Ceccato "E' un prodotto del Grappa. Perchè possa diventare una piccola economia locale, il "Tartufo del Grappa" ha bisogno di tutela e tracciabilità".

 


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Maria Elena Tonin

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