17 giugno 2021

Valdobbiadene Pieve di Soligo

Il Tar boccia il ricorso contro il vigneto, le famiglie perdono

Il Tar respinge il ricorso contro il vigneto di Premaor a Miane

| Roberto Silvestrin |

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| Roberto Silvestrin |

vigneto miane

MIANE - Alla fine vince il vigneto. Le tre famiglie di Premaor che avevano presentato il ricorso al Tar contro il nulla osta forestale rilasciato dalla Regione hanno perso la loro battaglia legale. Battaglia che - spiega Stefania Bolognesi, una dei ricorrenti - si fermerà qui.

 

Perché, con la sentenza con cui il Tar respinge il ricorso contro la realizzazione del vigneto, le tre famiglie sono ora costrette a pagare le spese di causa, ovvero a versare circa 2mila euro in favore di ciascuna parte costituita in giudizio: Regione, comune e proprietà del terreno. A tutto questo si aggiungono, ovviamente, le spese per i propri legali.

 

È inevitabile, quindi, che serpeggino delusione e rammarico. “Non faremo un altro ricorso – annuncia Stefania -, noi siamo famiglie normali. L’iter finisce qui. Grazie a chi ci ha sostenuto, dalle associazioni ambientaliste ai nostri amici. Ci abbiamo provato, di più non potevamo fare”.

 

I ricorrenti sostenevano che “sarebbe stato tagliato un bosco di alberi pregiati, mettendo a repentaglio la fauna e la flora, per fare posto all’ennesimo vigneto di Prosecco. Il tutto dando corso ad uno sbancamento e ad un livellamento che avrebbe messo a rischio l’incolumità pubblica, innescando processi franosi”, spiega il comune di Miane in una nota.

 

Per il Tar, però, “il ricorso è infondato e va respinto”. Nella sentenza i giudici scrivono, tra le altre cose, che “l’area in questione non è qualificabile come “bosco” meritevole di protezione”, che “l’impianto del vigneto non confligge con specifiche esigenze di tutela paesaggistica, non è incompatibile con la salvaguardia dei luoghi e con i profili naturalistici dell’ambiente circostante, poiché si inserisce in un contesto a destinazione agricola, vocato a tale tipo di coltivazione”, “in un appezzamento che già presentava evidenti terrazzamenti risalenti alle precedenti coltivazioni”.

 

Io ho la coscienza a posto – sostiene Stefania -. Ho mostrato ai miei figli le cose per cui vale la pena di lottare. Ci hanno bastonato perché abbiamo alzato la testa”. Nonostante questo, però, la massima è sempre la stessa: dura lex, sed lex.

 


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Roberto Silvestrin

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