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05 dicembre 2021

Vittorio Veneto

"I Talebani ci odiano": la raccolta fondi per salvare la famiglia di Amiri arriva a Vittorio Veneto

Aluk Amiri è un regista di origine afghana: la sua famiglia è bloccata in Afghanistan, e lui sta facendo di tutto per portarla in Italia

| Roberto Silvestrin |

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| Roberto Silvestrin |

VITTORIO VENETO - “I Talebani ci odiano”. Aluk Amiri è un regista di origine afghana: la sua famiglia è bloccata in Afghanistan, e lui sta facendo di tutto per portarla in Italia. Amiri appartiene ad una minoranza etnica (Hazara) che viene perseguitata dai Talebani. “Ci obbligano a lasciare le nostre case e le nostre terre”, racconta il regista, che gestisce una casa di produzione cinematografica indipendente a Venezia e a Torino.

 

“La mia famiglia è bloccata in Afghanistan. Ha provato ad oltrepassare il confine e ad andare in Pakistan, ma non ce l’ha fatta. Lì ci sono mio padre, mia madre, le mie sorelle, i miei fratelli e i miei nipotini”, spiega Amiri.

 

L’uomo ha deciso di organizzare una raccolta fondi per i suoi parenti: sabato 1 ottobre sarà al Parco Fenderl di Vittorio Veneto, per la serata intitolata “Chiamata d’emergenza per salvare la mia famiglia”. In passato Amiri è tornato in Afghanistan con un’organizzazione non governativa per aiutare i bambini lavoratori.

 

“Il 15 agosto del 2018, mentre stavo facendo lezione, un attentato suicida avvenuto a 150 metri dalla mia scuola ha ucciso 48 studenti hazara”, ricorda il regista. La sua iniziativa, fortunatamente, ha già dato i primi frutti: Amiri, infatti, ha già raccolto più di 6mila euro.

 


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Roberto Silvestrin

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