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20 maggio 2024

Castelfranco

Taglio del nastro per il cantiere che cambierà il centro di San Zenone degli Ezzelini

Al via i lavori per la rotatoria a fagiolo all'intersezione tra la provinciale 248 "Schiavonesca-Marosticana", via Marini e la provinciale 129 "Castello”

| Margherita Zaniol |

| Margherita Zaniol |

Taglio del nastro per il cantiere che cambierà il centro di San Zenone degli Ezzelini

SAN ZENONE DEGLI EZZELINI - Il grande giorno è arrivato. E’ stato ufficialmente avviato il cantiere che dà il via al primo stralcio funzionale della riqualificazione e la messa in sicurezza del centro di San Zenone degli Ezzelini. Un progetto ampio, che prevede il riassetto viabilistico del tratto urbano della S.P. 248 di San Zenone degli Ezzelini con una rotatoria “a fagiolo” e la riqualificazione generale dello spazio pubblico delle piazze, dei parcheggi e delle aree a verde. Quello avviato stamattina è il cantiere della rotatoria all'intersezione tra la S.P. 248 con la S.P. 129 (via Marini), tra il Municipio e il parco comunale.

Progettata dal tecnico Davide Giacobbo, l’opera è resa possibile grazie al finanziamento di 490mila erogato dalla Regione attraverso la Legge regionale 39/1991 per interventi a favore della mobilità e della sicurezza stradale ottenuto nell’agosto del 2022 e per il quale è previsto un costo complessivo di 927mila euro di cui 210mila coperti da risorse comunali ed altri 227mila euro da ATS. ATS che ha colto l’occasione per inserirsi nel progetto così da ammodernare le proprie infrastrutture idropotabili del centro attraverso un accordo di programma che finanzia le spese tecniche e di esecuzione per la sostituzione delle condotte idropotabili. I lavori sono stati assegnati con gara svolta dalla Provincia di Treviso all’impresa CGM S.r.l. di Montebelluna con subappalto all’impresa Bergamin di Montebelluna e che avrà 210 giorni di tempo per concludere l’opera.

"Come detto, la rotatoria rappresenta il primo step del più ampio progetto di riassetto e riqualificazione del centro, oggetto di querelle tra il Comune e la Regione in quanto - si legge in una nota del Comune -, a fronte di un accordo di programma firmato nel 2012 anche da Provincia di Treviso, Veneto Strade e l’allora Commissario Delegato ed in seguito ratificato dalla giunta Zaia che prevedeva da una parte l’inserimento nel progetto definitivo della SPV di alcune modifiche del tracciato e dello svincolo autostradale (che poi vennero realizzate) nonché la realizzazione di alcuni “interventi di compensazione socio-ambientale” nel centro urbano di San Zenone degli Ezzelini mediante il riassetto viabilistico della S.P. 248 tra via Roma e via Marconi fino all’incrocio con via Caozocco, nulla era stato fatto negli anni a seguire fino all’insediamento della giunta Marin".

Giunta che, appena insediata, attraverso il sindaco Fabio Marin e l’assessore ai lavori pubblici, Filippo Tombolato, ha ripreso in mano la questione ottenendo attraverso Veneto Strade uno studio di fattibilità che desse esecuzione all’accordo di programma e che venne approvato ad ottobre 2020 all’unanimità dal consiglio comunale. Il progetto - diviso in due lotti e del costo complessivo di 4.1 milioni di euro – prevede, appunto, un primo stralcio relativo alla riqualificazione dell'intersezione della provinciale 248 "Schiavonesca-Marosticana" con la provinciale 129 "Castello” (via Noè Bordignon) verso nord e via Marini verso sud e, la rivalorizzazione dei tratti viari urbani di innesto ed un secondo stralcio relativo alla costruzione di un disassamento dell'asse stradale, una sorta di “chicane”, sull’asta viaria in corrispondenza dell’abitato ad est di via A. Canova, creando un’ulteriore strada di servizio utile per valorizzare la fruibilità urbana in corrispondenza delle numerose attività commerciali presenti.

"La situazione però si complica quando, a fronte del progetto, la Regione rigetta i propri impegni, non riconoscendo come valido l’accordo sottoscritto dai suoi stessi amministratori seppur non più in carica - illustrano del Comune -. Di qui la scelta, esattamente un anno fa e condivisa con l’avvocato Stefano Zoccarato di Treviso che ha seguito il Comune, di diffidare la Regione affinché convocasse una Conferenza dei servizi tra i diversi enti coinvolti al fine di concludere l’iter progettuale ed avviare i lavori stabiliti nell’accordo. Diffida a cui la Regione non ha dato risposta portando così alla decisione da parte dell’amministrazione comunale di procedere con il ricorso al TAR che, alla fine del 2022, dava ragione al Comune. Quindi, con l’inizio dell’anno la Regione decideva di ricorrere in Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar. La risposta definitiva arriva lo scorso giugno con la sentenza del Consiglio di Stato che, in sostanza, ricalca la sentenza del TAR: ovvero l’obbligo da parte della Regione di convocare la Conferenza dei servizi per l’esame del progetto delle opere compensative e dare così il via alla programmazione dell’opera".

A seguito della sentenza la Regione del Veneto ha quindi convocato la Conferenza dei servizi per l’analisi dello studio di fattibilità, e dar seguito a quanto previsto nell’accordo. Spiega il sindaco, Fabio Marin: “Dopo i vari cantieri avviati, quello di oggi è una delle date più significativo del nostro mandato essendo una delle opere più desiderate dalla popolazione. Con questo si apre questa nuova fase di riqualificazione del centro che sia aggiunge al cantiere della piazza del Donatore sud del Municipio e che darà un nuovo volto all’intero area centrale del capoluogo. Non solo, rappresenta un’ulteriore rotatoria lungo l’asse della 248 che rende il traffico più scorrevole e sicuro nel tratto tra Montebelluna e Bassano. Si tratta di un’opera in cui il ruolo della Regione è centrale sia perché ha contributo in maniera sostanziosa nel finanziare il primo stralcio che consentirà di creare la prima parte della rotatoria fagiolo, sia perché si è finalmente aperto il dialogo necessario per portare a termine quell’accordo di programma sottoscritto ormai oltre 11 anni fa. Infatti, proprio le scorse settimane, la Regione rispettando quanto stabilito dalla sentenza dl Consiglio di Stato, ha convocato la Conferenza dei servizi che si è conclusa con la definizione delle linee programmatiche per completare l’opera”.

Commenta l’assessore ai lavori pubblici, Filippo Tombolato: “L’avvio del cantiere apre una nuova fase, quella dell’operatività, e chiude quella dei progetti, delle pratiche burocratiche e legali che hanno appesantito l’iter di questa opera, cruciale per il territorio. Cruciale perché non solo avvia quel riassetto e riqualificazione che vanno a compensare il passaggio della Superstrada Pedemontana Veneta nella parte meridionale del territorio sanzenonese, ma anche perché risolve un nodo critico dal punto di vista viabilistico. Se per questo primo stralcio che ci permetterà di realizzare la parte della rotatoria a fagiolo possiamo beneficiare di quasi mezzo milione di euro della Regione è proprio perché è stato riconosciuto il rischio di incidentalità di questo incrocio dove solo come tra il 2018 ed il 2020 si sono registrati 21 feriti per incidenti avvenuti nel tratto di strada interessato ed un danno sociale superiore ad 800mila euro”.



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Margherita Zaniol

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