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27 novembre 2021

Vittorio Veneto

Lo strazio del cervo

Ucciso per il suo “palco”, cioè per le corna. Un cervo è stato ritrovato esanime ai margini di un sentiero del Cansiglio

| Emanuela Da Ros |

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| Emanuela Da Ros |

Lo strazio del cervo

CANSIGLIO - Ucciso. Con una pallottola all’altezza della zampa anteriore sinistra. E poi lasciato a morire ai bordi di un sentiero. Dopo aver infierito sul suo “palco”, cioè sulle sue corna ramificate. Non sappiamo se il cervo che vedete in queste immagini, inviate a OggiTreviso, fosse morto o solo ferito nel momento in cui veniva “violentato”. Nel momento in cui qualcuno, con tanto di sega alla mano, si accaniva sul suo “palco”, cioè sulle sue corna ramificate.

A che scopo? Quello di farne un trofeo. Per decorare magari una taverna riscaldata dal fuoco su cui cuocere delle castagne. Quello che sappiamo, e che condividiamo coi lettori, è che all’alba di ieri, domenica, un cervo maschio martoriato, e privato del suo palco, giaceva a pochi metri di distanza da un sentiero in località “Ai pic”. Una zona che presumibilmente insiste nella provincia di Belluno. Usiamo l’avverbio del caso, perché - come si sa - il Cansiglio si sviluppa in tre province: quella di Treviso, di Pordenone e di Belluno.

 

Il visitatore occasionale non riesce sempre a enucleare il territorio amministrativo adeguato. Ma chi frequenta l’altopiano con conoscenze approfondite, sa dove inizia e finisce una competenza forestale. A segnalare a OggiTreviso la morte e la violenza gratuita sul cervo è stato Gino Sommariva, che è una guardia forestale volontaria, ma che ieri mattina si era spinto in Cansiglio per cercare funghi. “Avevo speso otto euro per il permesso - spiega Sommariva - e mi apprestavo ad andare nel sottobosco, in località Ai pic (poco sopra l’ex base Nato), quando mi sono trovato, a pochi passi da un sentiero, un cervo morto. Quello che mi ha colpito è stato il fatto che gli era stato segato il palco. Non so se il cervo sia stato ucciso proprio per questo motivo (il cervo avrebbe perso naturalmente il suo palco da metà marzo a metà aprile), ma mi ha fatto specie che l’animale giacesse vicino a un sentiero percorso anche da bambini. Offrendo loro un’immagine di una violenza inaudita. Ho chiamato i carabinieri e la guardia forestale, che sono intervenuti con sollecitudine”.

La Guardia forestale di Belluno è in effetti stata informata del fatto. Lo comprendiamo nel momento in cui, scrivendo queste righe, ci rivolgiamo al centralino. Ci viene risposto che il cervo poteva essere stato o meno oggetto di bracconaggio, ma che pare strano gli sia stato segato solo il palco, lasciandolo a languire ai bordi di un sentiero. In ogni caso, la carcassa dell’animale pare sia stata rimossa. Quello che resta è l’amarezza di un ritrovamento che non trova spiegazioni soddisfacenti.

In provincia di Belluno è in atto una caccia di selezione al cervo. Ma che un animale venga ucciso per il suo trofeo non ha giustificazione. Soprattutto è indegno che la sua carcassa venga lasciata in balia di altri animali o resti visibile agli occhi dei bambini che, con i genitori, stanno facendo una semplice passeggiata tra i colori vivaci di un bosco autunnale.

 


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Emanuela Da Ros

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