Storia e gloria della patata americana

La batata, dolcezza di stagione e tipicità locale

| Sara Armellin |

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TREVISO - L’ipomea batatas – al secolo patata dolce, patata americana o batata – è una pianta che è stata spesso confusa con la classica patata: ma con essa non ha praticamente nulla in comune, se non la forma delle radici e l’origine dal Nuovo Mondo. E’ infatti nativa dell'America centrale e arrivò in Europa con i primi velieri di Colombo. In Italia giunse non prima del XVII secolo, ma la sua coltivazione in Veneto e nella provincia di Treviso è iniziata solo verso la fine dell'Ottocento.

Qui la patata americana entrò nel consumo popolare, grazie alla sua facilità colturale e alla totale utilizzabilità: le radici migliori – sazianti, dolci e polpose - venivano infatti consumate nei pasti frugali dei contadini, mentre gli scarti e la parte verde della pianta rappresentavano un’ottima alimentazione per il bestiame. Nei territori di Zero Branco sono state selezionate delle varietà che, grazie anche alla particolarità del terreno, risultano particolarmente pregiate e meno fibrose rispetto alle patate americane comuni.

In questo periodo dell’anno la patata americana può rappresentare un’ottima merenda o contorno alternativo, da acquistare presso le aziende agricole locali che sempre più spesso la coltivano, vista la sua crescente domanda anche da parte degli stranieri che trovano nel tubero sapori che ricordano le cucine etniche. Ottima anche la varietà rossa, dalla polpa arancione con un sapore dolciastro più simile alla zucca: è particolarmente ricca di vitamine B e carotene.

Una volta cotta, al vapore dai 15 ai 20 minuti a seconda della grandezza, la patata americana si conserva a temperatura ambiente per un paio di giorni. Per quella arancione consigliamo anche la cottura in padella, al forno o in vellutata.

Quando acquistate le batate, evitate i tuberi con macchie scure o con buccia grinzosa, e preferite quelli di pezzatura non troppo grande: con l’eccessivo ingrossamento la parte centrale può risultare un po’ fibrosa. Una volta portate a casa, prima della lessatura, raschiatele con un coltello e con un panno umido, ma non sbucciatele: le batate vanno cucinate con la scorza, che conserverà al meglio il sapore dolce, la consistenza tenera e carnosa e l’aroma tipico dovuto agli olii volatili che il tubero sviluppo dopo la cottura.

 



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Sara Armellin

 

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