La storia della Colomba di Pasqua

Come nasce il dolce per eccellenza di questo periodo?

| Giampiero Rorato |

immagine dell'autore

Giampiero Rorato | commenti |

TREVISO - Conosciamo la stria della colomba pasquale, uno dei dolci più noti e presenti sulle tavole il giorno di Pasqua?

Sembra che la tradizione di questo dolce sia molto antica e, a tal proposito, sono fiorite numerose leggende.

Una racconta che san Colombano, monaco e abate irlandese, nel 612 venne invitato a pranzo a Monza dalla regina longobarda Teodolinda, colei che contribuì a convertire il suo popolo alla religione cristiana. Essendo periodo di Quaresima, il monaco si rifiutò di mangiare le carni di selvaggina che erano state arrostite per lui e, per non offendere la Regina, le benedisse trasformandole in candide colombe di pane potendo così consumarle.

Secondo un’altra leggenda, dei pani a forma di colomba furono offerti al re longobardo Alboino per ingraziarselo dopo che egli, alla vigilia della Pasqua del 572, riuscì a conquistare dopo un lungo assedio la città di Pavia. Tanto gli piacquero che egli risparmiò la città.

Non poteva mancare una leggenda legata a Federico Barbarossa il quale, prima della vittoriosa battaglia di Legnano del 1176 contro i Comuni della Lega Lombarda, vide due colombe posarsi sopra le insegne nemiche e, considerandole di buon auspicio, fece confezionare per i suoi soldati dei pani a forma di colomba.

Al di là di queste e altre leggende resta vero che dei dolci a pasta lievitata a forma di colomba esistono da secoli e, in genere, si tratta di derivazioni della focaccia o da altri pani arricchiti con frutta secca, tipici delle festività.

Ma la colomba che noi conosciamo è un dolce molto recente, inventato da un geniale grafico pubblicitario, nato a Negrar (VR) nel 1898, Dino Villano, il quale, dopo diverse attività, fu assunto nel 1934 dal pasticcere Angelo Motta, per preparare la pubblicità per l’azienda.

Dapprima promosse il panettone Motta, che, grazie alla sua bravura, conobbe un grande successo, poi ebbe l’idea di sfruttare gli impianti aziendali costruiti da Angelo Motta per produrre i panettoni natalizi, ideando un dolce che gli ricordava, nella forma, una focaccia chiamata "colombina" che veniva realizzata da sua madre.

Ecco nascere, intorno al 1935, la colomba pasquale Motta, che in breve tempo diventò una tradizione nazionale, soprattutto quando Villani affidò all'artista ucraino- francese Cassandre (Adolphe Jean Marie Mouron) la realizzazione di un famoso manifesto pubblicitario con l'immagine della colomba e lo slogan "Colomba pasquale Motta, il dolce che sa di primavera". E, da allora, la colomba ha volato su tutta la penisola e tante altre aziende dolciarie e numerosi pasticceri artigiani la preparano per Pasqua, per la gioia di piccoli e grandi, che la considerano davvero il vero tradizionale dolce per le feste di Pasqua, molto richiesto anche all’estero e non solo dai tanti italiani emigrati in ogni parte del mondo.
 

 



foto dell'autore

Giampiero Rorato

 

In collaborazione con:

Con il supporto di:

Scrivi a Treviso a Tavola:

Scrivi alla Redazione Segnala un Evento

Grazie per averci inviato la tua notizia

×