26 settembre 2021

Treviso

Spuntano anche gli insegnanti Vax free. "Diciamo no all'obbligo vaccinale"

Un gruppo denuncia la "impostazione ideologica, scientificamente e giuridicamente insostenibile”.

| Tommaso Colla |

| Tommaso Colla |

docenti

TREVISO -Proff. vax-free”. Qualcuno li ha già ribattezzati così anche se loro si firmano “Docenti italiani per la libertà di scelta” e assicurano di essere tremila dentro a una chat di Telegram. Nelle stesse ore in cui il Governo sta prendendola decisione di rendere obbligatoria la vaccinazione a insegnanti e personale scolastico per garantire la scuola in presenza a settembre, scendono in campo rivendicando e invocando la libertà di scelta. Dicono no al provvedimento che ormai sembra imminente del Governo. E non lesinano critiche, neanche troppo velate, ai sindacati della scuola. Ai quali hanno inviato una lettera.

“Molti di noi sono o sono stati iscritti ai sindacati ed hanno rivestito anche un ruolo come Rsu o referenti territoriali, provinciali e regionali. Ci ha spinti a fare rete nella regione nella quale lavoriamo una fortissima preoccupazione per la situazione nella quale grava il sistema scolastico italiano da quasi due anni. Tra gli altri, un motivo di particolare preoccupazione risiede oggi nella considerazione espressa dal Ministero dell’Istruzione, secondo la quale la vaccinazione del personale scolastico apparirebbe “eticamente doversosa”, ventilando anche la possibilità dell’obbligo vaccinale. Ci duole dover constatare che diverse sigle sindacali hanno dichiarato di condividere questa impostazione ideologica, la quale, sia scientificamente che giuridicamente del tutto insostenibile”.

Posizione piuttosto netta dunque e, a una prima lettura, non priva anch’essa di ingredienti “ideologici”. Per i docenti “libero-vaccinisti” i sindacati hanno il compito di tutelare e rendere effettivo il diritto al lavoro sancito dalla Costituzione e devono in questo periodo storico tutelare anche il diritto alla libera scelta terapeutica, dal momento che l’imposizione - a loro avviso - diretta o indiretta, di un determinato trattamento sanitario (la vaccinazione) rischia di ledere il diritto al lavoro.

“In questo momento, forse, questa opinione non è maggioritaria tra i lavoratori. Tuttavia, un principio fondamentale dell’Italia repubblicana è sempre stato quello della tutela delle minoranze. Invochiamo questo principio e invitiamo a evitare inutili spaccature tra i cittadini e i lavoratori. Il Paese ha bisogno, in questo difficile passaggio storico, di concordia e di unità. L’unità e la concordia potranno essere raggiunte solamente applicando il principio della libertà, senza la quale non è possibile né l’Uguaglianza né la Fraternità. Pertanto, riteniamo che, in materia vaccinale, il principio ispiratore debba essere quello della libertà di scelta. Vi chiediamo di applicare coraggiosamente questo principio in tutte le sedi, affinché vengano scongiurati provvedimenti liberticidi, come quello sull’obbligo vaccinale”.

Tra i primi a rispondere lo Snals di Treviso, con Salvatore Auci che reputa importante lasciare libertà di scelta al personale della scuola. “Due i motivi: in una democrazia non possiamo obbligare nessuno a fare qualcosa contro la propria volontà; secondo, vaccinare tutti e mantenere le classi pollaio è un controsenso scientifico, visto che (come detto altre volte) in medesimi spazi commerciali vige la regola del non assembramento, con mascherine e tra poco anche con i pass”. Ripartirà davvero la scuola in presenza a settembre?

 

 


| modificato il:

Tommaso Colla

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