17 ottobre 2021

Treviso

Spisal sottorganico: "Il sistema dei controlli in azienda va a rilento"

La denuncia della Funzione Pubblica Cgil di Treviso: "Necessario migliorare il servizio di controllo ispettivo e investire su nuovi tecnici della prevenzione"

| Isabella Loschi |

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marta casarin

TREVISO - “Le tragiche morti e gli infortuni sul lavoro di questi mesi puntano nuovamente il riflettore su un sistema di controlli drammaticamente zoppo: in cronico sottorganico e disfunzionale nell’operatività”.

A lanciare l’allarme è Marta Casarin, segretaria generale della Funzione Pubblica Cgil di Treviso.  “I dati forniti dall’Inail ogni anno in materia di denunce di infortuni e di morti sul lavoro sono impietosi, ma ciononostante si continua a non investire a sufficienza sui dipartimenti di prevenzione e su massicce assunzioni di tecnici della prevenzione.

 “In provincia – tira le somme Casarin – contiamo oggi 19 tecnici Spisal assegnati sul territorio (di fatto 18) dei 75 tra Spisal, Sian, Sisp e Svet. Metà di questi, ovvero 9, sono impiegati a supporto logistico nei centri vaccinali, mentre gli altri 9 svolgono ispezioni nei luoghi di lavoro affiancati da personale del dipartimento di prevenzione non adeguatamente formato a tale specifica mansione. E di fatto le verifiche ispettive si riducono a controlli in relazione all’applicazione della normativa anti-contagio".

"Per di più – sottolinea Casarin – vige il principio di rotazione dell’organico che può così essere impiegato nelle ispezioni Spisal per un paio di giorni una settimana e ritornare a svolgere quella funzione anche a distanza di 15 giorni, determinando un fortissimo rallentamento delle pratiche assegnate all’ispettore”.

“Questa fotografia è rappresentativa del disimpegno della Giunta Regionale del Veneto su questo fronte, anche dopo che nel 2018 firmando un protocollo con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative si era impegnata a investire risorse e incrementare attraverso le assunzioni i tecnici della prevenzione da destinare alla Spisal. Se dopo un decennio di crisi economica e di stagnazione nell’occupazione i numeri di morti e infortuni sono ancora così drammaticamente alti, possiamo immaginare che con la possibile ripresa legata anche al Recovery Plan il rischio di incremento nei numeri salirà ulteriormente”.

“Serve sin da subito strutturare meglio il servizio di controllo ispettivo e investire, quanto prima, per assegnare le Ulss di nuovi tecnici della prevenzione Spisal, con formazione specifica e dotazioni maggiori di quelle oggi presenti e assolutamente insufficienti a implementare interventi in materia di sicurezza nei posti di lavoro”.

 


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