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06 dicembre 2021

Treviso

Sperano in Draghi le imprese e i sindacati della Marca

"Un Governo competente ed europeista per uscire dalla pandemia e dalla crisi economica"

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Mario Draghi

TREVISO - La pandemia, i vaccini. Ma anche la crisi economica, i fondi dell’Europa, la ripresa: Mario Draghi è stato incaricato dal Presidente della Repubblica per portare fuori il Paese dalle secche. E dalle peste. Categorie produttive e del lavoro della Marca tifano per il tentativo che si accinge a compiere l’ex Presidente della Banca europea.

Mario Pozza Presidente Camera di Commercio di Treviso – Belluno: “Scelta credibile e convincente. Sono davvero lieto che il Presidente della Repubblica Mattarella abbia conferito l’incarico a Mario Draghi, persona di così grande autorevolezza e spessore, noto e stimato nel mondo per le sue scelte operate con visione lungimirante, nel corso del suo ruolo di Presidente della Bce. Mi auguro che Draghi sciolga la riserva per vederlo subito al lavoro soprattutto nella questione del recovery fund che ora, sarà certamente in buone mani. Come priorità nei suoi primi 100 giorni, spero guardi al rilancio dell’economia attraverso le imprese italiane. Non certo con aiuti a pioggia, come è stato sino ad ora, ma con aiuti ritagliati per il ruolo strategico che hanno le piccole - medie imprese per l’economia italiana. Per la ripresa un ottimo partner lo è e sarà il sistema camerale, il mio augurio è che presto possiamo portare il nostro fattivo contributo.

Federico Capraro, Ascom Confcommercio Treviso: “Mario Draghi è sicuramente la figura di maggior spessore che in questo momento il nostro Paese può esprimere. Ne ho apprezzato la caratura nel mio profilo linkedin ben 5 mesi fa. Ci auguriamo che venga messo nelle condizioni di lavorare al meglio e di traghettare l’Italia verso l’uscita dalla pandemia e dalla crisi. La politica ha dimostrato di non essere in grado di risolvere l’emergenza in cui siamo. Ora serve un Governo istituzionale, straordinario (rispetto alle modalità di elezione), in grado di porre in atto misure altrettanto straordinarie e interventi speciali per far uscire tutti, e in particolare il terziario, un settore letteralmente “terremotato” dalla grave crisi e dalla pandemia”.

Speranzoso Andrea Penzo Aiello (Veneto Imprese unite), che stamattina non ha potuto non buttare l’occhio sul barometro di Piazza Affari, che segnava un +3%: “Avere un economista del suo calibro, europeista e soprattutto rispettato dall'Europa per il lavoro svolto alla BCE, ci mette in una prospettiva completamente opposta a quella in cui ci aveva portato il governo Conte. Detto ciò, resta comunque fondamentale che la sua politica sia mirata alla tutela anche e soprattutto della piccola-media impresa, a differenza di quanto fatto ad esempio dal governo tecnico di Monti, soprattutto nei temi della pressione fiscale e del costo del lavoro, anche se a riguardi ha sempre espresso il suo disappunto sulla pesantezza del cuneo fiscale italiano sulle imprese. Speriamo che un governo europeista e competente in materia economica come quello che sarebbe quello di Draghi riesca a veicolare piu del misero miliardo ottenuto ad oggi dal Temporary Framework dall'Italia, senza quindi che le risorse ottenute aggravino troppo il già consistente debito”.

Fiduciose si dicono anche le rappresentanze sindacali. La Cgil con Mauro Visentin individua in Draghi una figura di spessore e credibile nel consesso europeo ma avverte: “Vanno prese decisioni su lavoro, imprese in difficoltà e lavoratori che non troveranno più una occupazione; un grande piano di formazione e ricollocazione concertato con le parti sociali, una riforma fiscale che sia progressiva ed equa perché non è vero che tutti durante questa crisi siano andati peggio, c'è anche chi si è arricchito: un paese sempre più povero e sempre più vecchio con diseguaglianze sociali profonde, ha bisogno di giovani di legalità di speranze”.

Dalla Cisl di Treviso e Belluno, Massimiliano Pagliarini evidenzia che “Draghi ha dato prova di conoscere i punti deboli del Paese e ha contribuito a salvaguardare le finanze pubbliche con il quantitative easing. Una forma indiretta di sussidiarietà europea. Credo sia la figura più adeguata in questo momento per traghettare il Paese verso una stagione di responsabilità e di crescita fuori dalla pandemia. Andare al voto oggi sarebbe un suicidio sanitario, sociale ed economico”.

Chiude la Uil, con il segretario generale veneto Roberto Toigo: “Con la necessità di un piano concreto e lungimirante per l’utilizzo delle risorse del Recovery Plan, è del tutto evidente che bisogna supplire a questa situazione di incertezza. Assume quindi un’importanza fondamentale il ruolo delle Regioni, baluardo dell’intervento pubblico sul quale fare affidamento. I tempi della crisi non coincidono con le esigenze dei cittadini, degli studenti, dei pensionati: in questo frangente, abbiamo l’opportunità di intervenire, con atti reali, per accompagnare il Veneto fuori dalla crisi. Per questo rinnovo l’invito a essere concreti, veloci, efficaci. Insieme possiamo fare tanto per il nostro Veneto”.

 


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