25 luglio 2021

Castelfranco

Sotto all'autoritratto di Canova spunta un'opera inedita

La scoperta è stata fatta nel corso di un restauro

| Maria Elena Tonin |

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| Maria Elena Tonin |

Autoritratto del Canova

POSSAGNO - E' lo stesso Vittorio Sgarbi ad annunciarlo in una conferenza stampa a porte chiuse: l'atteso restauro dell'autoritratto dello scultore di Possagno ha portato alla scoperta di un altro dipinto, nascosto sotto la tela. Ma chi sia l'autore dei due volti mersi grazie ad una radiografia, rimane, per ora, un mistero: un disegno dal maestro o una tela "riciclata" che l'artista ha usato per autorafigurarsi, pratica molto comune, coprendo i due soggetti?

 

 

Nell'autoritratto che raffigura l'artista con mazzuolo e scalpello, si legge "Anto Canova Sc. si dipinse 24 luglio 1799": l'artista, che aveva lasciato Roma l'anno precedente, a causa dell'occupazione francese, passò a Possagno un lungo periodo e fu una permaneza particolarmente fruttuosa, perchè, come ricorda Giuseppe Fallier, nelle sue "Memorie", in questo periodo a Possagno, l'artista realizzò alcuni dei suoi capolavori pittorici più importanti, custoditi oggi nella sua Casa, parte integrante del complesso museale.

 

L'autoritratto del "Canova come scultore" inizialmente avrebbe dovuto essere solo pulito, dopo aver verificato lo stato della verniciatura e dei ritocchi, dato che all'osservazione visiva e al microscopio con ingrandimenti 500/1000, la superficie pittorica sembrava uniforme. Un lavoro delicato, ma tutto sommato di routine: con il restauro, l'opera è stata tolta dalla cornice, svelando che il lato sinistro presentava delle "proporzioni di pittura incompatibili con il dipinto noto" e da qui, la decisione, presa in accordo con la Soprintendenza, di dare il via ad ulteriori indagini, che, attraverso radiografie, hanno rivelato la presenza di un altro dipinto sottostante.


 

"Integreremo le prossime analisi, con tutto il nostro materiale di archivio: siamo rimasti sorpresi dalla scoperta" sottolinea Moira Mascotto, direttrice del Museo "siamo custodi di un patrimonio immenso, già arricchito begli ultimi anni da alcuni importanti ritrovamenti, ma questo ritrovamento in particolare, può far fare un passo in avanti importante."

 

 

Il restauro è stato realizzato grazie ad una donazione di Home Cucine di Cison di Valmarino.

 

 


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Maria Elena Tonin

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