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27 novembre 2022

Montebelluna

Il solito 25 Aprile d’ingratitudine e imbarazzo

C’è chi non suona Bella Ciao, chi dimentica la storia: forse è tempo che tornino tutti a scuola!

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

25 aprile, Festa della Liberazione

EDITORIALE – Ogni anno la stessa storia, l’Italia si appresta a festeggiare il giorno più bello, quello della Liberazione dal nazifascismo ma c’è sempre qualcosa che non va per il verso giusto, innescando polemiche e proteste. Se a livello nazionale gli animi si sono infiammati per le bandiere Nato, fino a fischiare la Brigata Ebraica, nel nostro piccolo anche nella Marca abbiamo dato prova di non farci mancare nulla.

Ad aprire la danze il gruppo consiliare "Castelfranco merita" che nota l'assenza di Bella Ciao dal repertorio musicale delle celebrazioni cittadini e punta il dito contro "qualche gerarchetto" che sovrintende le celebrazioni del 25 Aprile. Di lì a breve il cerimoniere dell’evento spiegherà che i musicisti della banda non si erano preparati su questo brano, conoscendo solo le note di tre motivi: “L’Inno Nazionale”, “La Leggenda del Piave” e “Il Silenzio d’Ordinanza”.

Spostiamoci a Montebelluna dove la consigliera comunale di minoranza Elisa Bressan posta orgogliosa sui social un video della banda di Montebelluna che intona Bella Ciao. Tocca proprio dire: Castelfranco – Montebelluna 0 a 1! Glissiamo poi sul fatto che la città del Giorgione sia anche una città dove la musica è di casa, vista la presenza di autorevoli istituzioni.

Ma il quadretto non sarebbe completo senza citare la tirata d’orecchie al sindaco di Montebelluna, Adalberto Bordin, da parte della sezione Anpi "D'Artagnan": “Un discorso di pochi minuti del sindaco di Montebelluna, che non ha mai nominato i partigiani e neppure da chi ci siamo liberati, cioè i fascisti e i nazisti”. Dal canto suo il primo cittadino in un post dove pubblica delle belle foto della cerimonia in piazza del 25 aprile, commenta: “25 Aprile: Festa della Liberazione e Festa di San Marco. Oggi celebriamo i valori della LIBERTÀ, della DEMOCRAZIA e dell'IDENTITÀ”.

Lo ammetto sono confusa! Perché se penso alla mia identità culturale mi sento più affine alla Lotta Partigiana e all’Antifascismo, forse poichè San Marco non lo sento poi così vicino, giacché sono atea… ma poi mi balena il dubbio che il riferimento sia legato alla Serenissima. Chiedo venia, colpa mia che da sempre (pur avendo un cognome indiscutibilmente veneto) mi sento cittadina del mondo.

Per farmi perdonare le mie tediose riflessioni autobiografiche, auguro a tutti un tardivo buon 25 Aprile ma soprattutto di saper sempre gioire con gratitudine per la Festa della Liberazione. Tanti giovani hanno dato la vita perché noi potessimo godere di questa Libertà, talvolta menzionata a sproposito, speriamo che quest’Italia delle beghe e delle amnesie storiche non sia poi tanto lontana dal paese in cui speravano i partigiani.

 

Leggi anche:

Cantare 'Bella ciao' il 25 aprile? A Castelfranco qualcuno si oppone


 

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
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