20 ottobre 2021

Nord-Est

Soffrono di solitudine gli anziani in estate nelle case di riposo

Per Giorgio Pavan, direttore del "Gris" va garantito il massimo di socializzazione possibile. Gli psicologi Miotti e Giannetti: "Vanno aiutati a rielaborare i lutti e a non vivere separati dalla vita esterna"

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Anziani con parenti in casa di riposo

VENETO - Preoccupa l’allarme e non è caduto nel vuoto l’appello lanciato dai sindacati veneti dei pensionati Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil del Veneto: “ L'isolamento degli anziani nelle Rsa sta diventando un problema di salute: ai disagi psicologici e alla mancanza di affetto si aggiunge il calo di peso. La Regione non ha convocato i sindacati per il promesso aggiornamento sul monitoraggio delle visite dei famigliari. Ad agosto temiamo una situazione simile a un lockdown”.

Giorgio Pavan è il direttore-coordinatore dell’Israa (istituti riuniti di ricovero) e del “Costante Gris” di Mogliano Veneto: “Il problema segnalato dalle organizzazioni sindacali è del tutto condivisibile al punto tale che tutti i centri di servizi, l’Ulss e la Regione si stanno prodigando per consentire il massimo di socializzazione possibile. In Israa sono state moltiplicate per quattro il numero di visite settimanali ed è permesso, tra vaccinato, l’abbraccio. Certo agosto è anche mese di ferie e quindi ci saranno probabilmente dei rallentamenti … Ma con gli anziani abbiamo iniziato anche a rifare le uscite nei parchi, in pizzeria, nei musei… ora il problema più grande che abbiamo è l’assenza di infermieri nel mercato del lavoro con i correlati problemi di cura ed assistenza”.

Sulle ricadute, spesso gravi, sul piano psico-fisico accusato da molti anziani che si sentono abbandonati, gli psicoterapeuti Oscar Miotti di Castelfranco e Rita Giannetti di Treviso, evidenziano rischi a breve e medio termine. “Nella fase critica della pandemia che mietuto molte vittime soprattutto tra gli anziani delle case di riposo, il primo obiettivo è stato evitare i contagi ed mantenere in salute fisica gli ospiti. Ci si sta accorgendo però che la salute non è solo quella del corpo, quella fisica, ma anche quella psicologica e relazionale. A mio avviso non sono stati predisposti per tempo dei protocolli per permettere maggiori contatti con i familiari” - premette Miotti che in qualità di psicologo si è occupato molto di case di riposo in questo anno e mezzo, anche per quanto riguarda la salute degli operatori.

“Molti di loro hanno subito gravi traumi dai numerosi decessi che sono avvenuti all'interno delle strutture per anziani; a nessuno però è venuto in mente di occuparsi degli anziani che hanno vissuto la morte di tanti compagni e magari anche di amici che risiedevano con loro in casa di riposo. Sarebbe importante avviare con celerità dei progetti che aiutino gli ospiti delle case di riposo a rielaborare tanti eventi negativi che si sono susseguiti da quando è iniziata la pandemia”. Ma Miotti allarga lo sguardo oltre le strutture per anziani: “Nemmeno tutte le persone che sono state in ospedale e che sono sopravvissute al Covid non hanno avuto un'assistenza psicologica che permettesse di rielaborare quanto di negativo hanno vissuto. La rielaborazione dei ricordi negativi potrebbe avvenire tramite la tecnica dell'Emdr, già sperimentata con successo con gli operatori sanitari sia degli ospedali che delle case di riposo. salvare la vita fisica delle persone risulta un atto incompleto nel momento in cui una persona sopravvissuta si lasci morire per depressione e mancanza di relazioni”.

Rita Giannetti auspica che il green pass restituisca libertà e dignità umana: “Posso constatare che le restrizioni causate dal Covid hanno senz’altro amplificato la solitudine e la lontananza dai propri familiari degli anziani nelle Rsa, ma quello che è venuto a mancare è stata l’interruzione drastica di una modalità di approccio adottata dalle strutture che coinvolgeva in prima persona la presenza quotidiana dei familiari volta a far sentire l’ anziano meno separato dal proprio nucleo familiare e di supporto alla’ attività sociale organizzata dalla struttura. Per molti anziani la mancata costanza del rapporto quotidiano con il familiare e il mancato contatto anche fisico credo abbia provocato in molti di loro un sentimento di abbandono e di allontanamento da quei piccoli gesti di affetto che consentivano ad ognuno di loro di sentirsi ancora parte della vita dei loro figli e nipoti”. Per Giannetti, vivere da anziani in una Rsa può essere accettato se si ritorna alle condizioni pre Covid; “diversamente rischiano di divenire un luogo di separazione da una vita esterna ,che nonostante la pandemia ha ripreso le sue abitudini , che non può più essere condivisa dentro”.

 


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Roberto Grigoletto

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