26 novembre 2020

Montebelluna

Sodalizio tra Luxottica e Università di Padova per la tutela dei lavoratori

L’azienda si affida all’ateneo patavino per gestire la Fase 2 dell’emergenza Covid-19

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Il professor Andrea Crisanti

FOTO:Il professor Andrea Crisanti

PEDEROBBA - Tamponi ‘intelligenti’ e ‘badge di prossimità’ saranno alcuni degli strumenti messi in atto da Luxottica grazia alla collaborazione sancita con l’Università di Padova. “Luxottica vara un nuovo modello di gestione della Fase 2 e di prevenzione nelle sue sedi di lavoro sotto il patrocinio scientifico del Dipartimento di Medicina molecolare dell'Università di Padova e – spiega una nota ufficiale -, del Laboratorio di Microbiologia e Virologia Università/Azienda Ospedale di Padova diretti dal Prof. Andrea Crisanti”.

Si tratta di un pacchetto di misure straordinarie attuate da qui ai prossimi mesi per gestire la transizione verso una nuova normalità lavorativa e mette al centro la salute e la sicurezza dei lavoratori, dei clienti ottici e di tutti i consumatori. “Le procedure di sorveglianza sono state presentate alle Parti Sociali nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale Luxottica per la Fase 2 “Insieme per Ripartire” – si legge poi -, costituito tra azienda e rappresentanze sindacali nel mese di aprile per favorire il confronto su proposte nel contrasto al COVID-19. Con gli opportuni adattamenti, saranno estese progressivamente a tutte le sedi nel mondo, confermando il ruolo di laboratorio di innovazione dell’Italia per l’intero Gruppo”.

Ma ecco tutte le novità. Innanzitutto, è previsto un nuovo “protocollo tamponi”: su base volontaria tutti i dipendenti italiani del Gruppo potranno fare il test e così pure i loro familiari e in alcuni casi è previsto l’estendersi dei tamponi, anche a determinate comunità locali. Quindi grazie all’algoritmo COVID-19 tutto verrà documentato (in anonimato) per tenere sotto controllo la situazione.

Oltre ai presidi di sicurezza, già messi in atto, dalla misurazione della temperatura all’ingresso degli stabilimenti (con termoscanner automatici), alla fornitura anche alle famiglie dei lavoratori di un set di mascherine ora arriva anche il “badge di prossimità” che come spiegano, per: “Aiutare i dipendenti a osservare il distanziamento sociale e per gestire in forma anonima eventuali contatti a rischio. Equipaggiato con un sensore digitale ma senza alcuna funzione di geolocalizzazione, segnalerà ai dipendenti con un allarme sonoro il superamento della distanza minima di 1,5 metri da eventuali colleghi di lavoro”.

Luxottica ha inoltre istituito un numero verde di consulenza medica attivandosi anche per la copertura della al 100% della cassa integrazione ma anche potenziando lo smart working. Progressivamente gli stabilimenti torneranno ad essere operativi ma quindi in totale sicurezza. Ecco il commento di Francesco Milleri, Amministratore Delegato di Luxottica.

“La dimensione unica di questa crisi richiede risposte e strumenti nuovi, non adattamenti di vecchi modelli. Quello che oggi cambia e costituisce la vera novità è l’evoluzione del concetto di comunità e di responsabilità aziendale. Una responsabilità che si ampia a tutelare l’intero sistema sociale ed economico di riferimento. Deve cambiare il ruolo delle aziende per la loro stessa sopravvivenza come dovrà evolvere e adattarsi a questa nuova realtà il ruolo dello Stato, della politica e delle Organizzazioni Sindacali. Solo la convergenza di modelli organizzativi innovativi, tecnologie digitali, nuova legislazione del lavoro e adeguati meccanismi di stimolo dell’economia potranno garantire una solida risposta a questa crisi globale”.

Questa la visione del professor Andrea Crisanti: “Quando il potenziale di innovazione e conoscenze dell’Università, agevolato anche da uno stato di emergenza, incontra il meglio dell’imprenditoria si aprono orizzonti e opportunità assolutamente inaspettate e di un’ampiezza tale che ci spingono a pensare che una soluzione positiva a questa crisi è possibile. Assieme a Luxottica e grazie al generoso contributo del Presidente Del Vecchio e della sua Fondazione, l’Università di Padova e UOC di Microbiologia e Virologia dell’Azienda Ospedale ha sviluppato un modello innovativo e sostenibile per prevenire la trasmissione di COVID-19 nei luoghi di lavoro che combina protocolli di sicurezza passiva e misure di sorveglianza attiva. Grazie all’impiego sistematico di diagnosi molecolare mirata (tamponi), al supporto di applicazioni informatiche e alla collaborazione indispensabile dei dipendenti, potremo tenere sotto controllo giorno per giorno i punti più vulnerabili della cintura di protezione sanitaria messa a punto dall’azienda, e intervenire preventivamente per arginare eventuali problematiche. Ci auguriamo che questo approccio possa contribuire all’emersione e a una migliore comprensione del fenomeno degli asintomatici, critico per tutto il sistema sanitario, e che questa soluzione innovativa possa essere adottato da altre realtà produttive del territorio. La collaborazione pubblico-privato in questo caso porta a sintesi esigenze spesso contrapposte come quelle economico-produttive, di salute pubblica e di tutela dei diritti e della sicurezza dei lavoratori, tracciando una rotta condivisa per affrontare un inevitabile periodo di convivenza forzata con il virus”.

 

 

 


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Ingrid Feltrin Jefwa
Direttore responsabile

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