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05 dicembre 2022

Treviso

Smog stop alle Euro 4 diesel: "Così vengono penalizzati i mezzi delle micro imprese"

Buosi, presidente meccatronici Confartigianato: "Provvedimenti poco efficaci sull'inquinamento ma con gravi ripercussioni, serve una deroga"

| Isabella Loschi |

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Gianluigi Buosi

TREVISO - Nei 4 comuni della Marca, Treviso, Conegliano, Castelfranco veneto, Montebelluna, con più di 30 mila abitanti per la prima volta da oggi chi ha una vecchia auto, furgone, camioncino e mezzo per lavorare a diesel Euro 4, ovvero immatricolati dal 2006 e fino al 2009, deve tenerlo in garage per tutto l'inverno, anche se l'aria sarà pulita. Lo stop vale anche per coloro che hanno mezzi più vecchi euro 1 a benzina.

Da oggi, infatti, sono scattati i limiti alla circolazione per contenere l'inquinamento atmosferico e la novità rispetto al passato è lo stop ai diesel Euro 4 e ai mezzi privati Euro 5 diesel e quelli privati e commerciali Euro 2 benzina, nel caso di allerta arancione, e ai veicoli commerciali euro 5 diesel se l’allerta è rossa ( pari a dieci gironi di sformante dei valori limite giornalieri di Pm10).

“Siamo consapevoli dell’importanza dell’ambiente in cui viviamo e favorevoli alla sua tutela – spiega il presidente dei meccatronici di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana Gianluigi Buosi - eppure non possiamo essere soddisfatti di provvedimenti che ancora una volta vanno a penalizzare le piccole e micro imprese, senza un effettivo impatto sui livelli di inquinamento, ma con conseguenti gravi ripercussioni sulla mobilità delle persone e sull’economia del territorio. Mi riferisco soprattutto al blocco dei diesel euro 4, motori di recente generazione e dotati di filtri anti-particolato, dunque non particolarmente inquinanti da esigerne il blocco.” “Oltre al disagio -prosegue Buosi-, con questi provvedimenti si fanno danni significativi all’economia e alle nostre imprese di vicinato, avvantaggiando ancora una volta i grandi centri commerciali dislocati in zone comodamente raggiungibili sempre e con ogni mezzo. Gli incentivi stanziati dalla Regione per cambiare il parco macchine sono una goccia nel mare, non solo dal punto di vista economico, ma anche ambientale, considerando le maggiori criticità provenienti dalle emissioni dei vecchi impianti di riscaldamento o delle industrie”.

“La gravissima situazione socio economica che si sta prospettando per le famiglie e imprese dal mix innescato dalla guerra dato da una inflazione galoppante, caro-bollette e crisi economica alle porte, riduce a lumicino la possibilità di comprarsi un mezzo nuovo. Le istituzioni nazionali ed europee devono prendere atto della particolare situazione di difficoltà e devono evitare di penalizzare cittadini e imprese. Per questo ci uniamo alla richiesta di deroga avanzata da tempo al Ministro competente Cingolani dall'assessore veneto all'Ambiente, Gianpaolo Bottacin”.

 


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