05 luglio 2020

Montebelluna

Sit-in a Treviso per la tutela delle Grave di Ciano

Il giorno in cui ci sarà l’incontro in Prefettura per parlare del fiume, la gente scenderà in piazza

| Ingrid Feltrin Jefwa |

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| Ingrid Feltrin Jefwa |

Sit-in a Treviso per la tutela delle Grave di Ciano

CROCETTA DEL MONTELLO – In molti hanno chiesto di prendere parte all’incontro in Prefettura del prossimo 19 febbraio, dalle associazioni riunite nel Comitato per la tutela delle Grave di Ciano al vicepresidente della commissione ambiente regionale. In realtà ci sono migliaia di genti rivierasche del Piave che sul progetto di escavazione e la realizzazione di un muro lungo oltre 13 chilometri nell’alveo del fiume, vorrebbe dire la loro. Da qui l’iniziativa per far sentire a chi discute, il peso della popolazione che sul Piave ci vive.

L’appuntamento è dalle 15 alle 18 in Piazzetta Aldo Moro di fronte al Palazzo dei Trecento a Treviso. “Mercoledì 19 Febbraio in Prefettura si terrà il tavolo decisionale sulle sorti del progetto della Regione per le casse di espansione previste a Ciano del Montello, progetto che andrebbe a sconvolgere una zona di assoluto pregio naturalistico (parte di Rete Natura 2000), storico-paesaggistico e culturale!": spiegano gli attivisti del Comitato per la tutela delle Grave di Ciano e le associazioni aderenti hanno chiesto di presenziare come uditori alla riunione, in quanto portatori di interesse e ricoprenti un ruolo fondamentale di informazione e divulgazione tra i cittadini.

Richiesta che è stata ripetutamente negata, da qui la decisione di tutto il gruppo che invita: “Troviamoci in tanti per dare voce alle richieste delle tante associazioni, delle tante cittadine e cittadini, volte a sollecitare un progetto meno impattante frutto di uno studio più approfondito, su tutto il corso del fiume, rispettandone vincoli e tutele”. Aderiscono all’iniziativa anche le seguenti associazioni: Comitato No Pedemontana, WWF Terre del Piave TV/BL, Associazione SOS Anfibi, Associazione Amici Bosco Montello, Associazione Arianova, Gruppo Naturalistico Montelliano, Movimento Fridays For Future, Legambiente Piavenire, Legambiente Sernaglia, Legambiente Trevignano, Legambiente Vittorio Veneto, LIPU Trevigiana, Legambiente Icaro Treviso, Orti solidali Montebelluna, Ass. Da Ponte a Ponte Sernaglia, Genuino Clandestino Treviso.

Ed ecco la nota ufficiale degli organizzatori e le loro motivazioni nel dettaglio: "Mercoledì 19 febbraio 2020 si terrà presso la Prefettura di Treviso la riunione sul tema degli interventi per la riduzione del rischio idraulico lungo il bacino del Piave e in particolare sul progetto delle casse di espansione nell’area delle Grave di Ciano, seguito di un analogo incontro tenutosi presso la Prefettura di Venezia lo scorso 9 dicembre . Il Comitato per la Tutela delle Grave di Ciano e le associazioni aderenti hanno presentato formale richiesta di prendere parte come uditori all’incontro, rappresentando gli interessi di tutti i cittadini che si oppongono ad un intervento dallo straordinario impatto ambientale e che chiedono si apra un confronto pubblico e trasparente su progetti alternativi conformi alle prescrizioni della normativa comunitaria. La richiesta non è stata accolta poiché da parte della Prefettura si ritiene che le amministrazioni locali dei comuni interessati dal suddetto progetto costituiscano una rappresentanza adeguata delle istanze di contrarietà all’opera, stante in particolare l’opposizione espressa dall’amministrazione comunale di Crocetta del Montello nell’incontro del 9 dicembre".

"Come Comitato abbiamo nuovamente inviato ulteriore richiesta a cui , ad oggi, ancora non abbiamo ricevuto risposta, sottolineando che il Comitato sta svolgendo un ruolo di informazione e divulgazione nei confronti della popolazione, cosa che le Istituzioni preposte non hanno mai fatto. Solo l'Amministrazione Comunale di Crocetta del Montello, che ringraziamo, ci ha sostenuto concretamente in questa attività. Il Comitato per la Tutela delle Grave di Ciano ritiene questo diniego un’ulteriore prova di come nel processo decisionale relativo all’opera si sia adottata una visione riduttiva e scorretta di quei principi di partecipazione e trasparenza che vengono sanciti dalla direttiva quadro 2000/60/CE . Rifiutiamo la giustificazione della fretta con cui si vuole portare a termine l’opera sulla base del carattere emergenziale del rischio idraulico, essendo le esondazioni del fiume in aree esterne alla golena eventi molto rari e legati ad eventi pluviometrici di assoluta eccezionalità (l’ultimo di cui si abbia memoria risale al 1966)".

Quindi le conclusioni: "Dopo che Regione Veneto e Autorità di Bacino in più di trent'anni non sono riusciti portare a termine un Piano degli Interventi nel rispetto di tutte le Direttive in tema Ambientale ora, in antitesi con il diritto comunitario, propongono un Piano assunto in assenza di trasparenza e di partecipazione pubblica e che prevede non solo un danneggiamento di una ZPS, bensì una sua totale distruzione, essendo previste escavazioni per un’area di 5,5 km quadrati. Sarebbe così irreversibilmente persa un’area di innegabile pregio naturalistico sancito dal riconoscimento dello status di Zona di Protezione Speciale ai sensi della direttiva 92/43/CE. Con il diniego della richiesta di partecipazione alla riunione del 19 febbraio si persevera quindi nel portare avanti un processo decisionale che finora presenta evidenti profili di incoerenza con il diritto comunitario. In assenza di un effettivo dialogo delle istituzioni con la popolazione e nell’impossibilità di prendere parte ad un processo decisionale che nelle intenzioni delle autorità regionali si vuole chiudere al più presto, il Comitato per la Tutela delle Grave di Ciano intende manifestare il proprio dissenso con un “sit-in” che si terrà mercoledì 19 febbraio 2020, dalle ore 15 alle ore 18 presso Piazza Aldo Moro a Treviso".

 

 


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