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14 luglio 2024

Treviso

Il sindaco di Ponzano: "Preoccupato per i dipendenti Benetton"

E' il paese simbolo dell'azienda: "Lasciare non è corretto". Il punto del sindacato

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Il sindaco di Ponzano:

PONZANO VENETO - "Da tempo sono in corso contratti di solidarietà, è chiaro che questa notizia desta nuove preoccupazioni nella comunità che rappresento dato che tra i miei concittadini sono in tanti a lavorare alla Benetton". Lo dice Antonello Baseggio, sindaco di Ponzano Veneto, paese che è il cuore del sistema Benetton, commentando l'intervista del fondatore, Luciano, al Corriere della Sera.

"La Benetton - sottolinea - è sempre stata l'orgoglio di questo territorio, tanto che l'associazione tra il nome di Ponzano a quello della famiglia è automatica da molti anni. Certo, aver affidato l'azienda a persone non capaci è stato un errore enorme, e questo in parte doveva essere compreso già durante la gestione".

"Ma lasciarla non è corretto - prosegue Baseggio, parlando dell'intenzione annunciata dell'imprenditore - almeno per rispetto verso chi in questa azienda ha creduto e ci ha vissuto. Alla Benetton sono passati migliaia di lavoratori e centinaia di manager di elevato spessore. Se fossi io il 'padre' di un' azienda lotterei fino alla fine per traghettarla in un porto sicuro".

IL SINDACATO

"Non esistono aziende paragonabili a Benetton, dove in una situazione con un negativo così importante protratto per anni c'è un imprenditore disponibile ad appianare la situazione debitoria per andare avanti, iniettando in azienda risorse proprie e della holding di famiglia". Lo dice Gianni Boato, segretario generale Femca Cisl di Treviso. "Luciano - prosegue il sindacalista - è amato e rispettato dai lavoratori proprio per questo: i 1300 dipendenti che lavorano a Castrette e a Ponzano gli danno atto dell'impegno e del fatto che ha sempre cercato di fare di tutto per questa azienda e ha responsabilmente continuato a mantenere i posti di lavoro. Siamo di fronte a un imprenditore che ha scelto il management, ma si è sempre preso la responsabilità di non far pagare la crisi di questi anni ai lavoratori".

Sulla situazione attuale del management, Boato dice che il sindacato "ha rilevato forti malesseri per una dirigenza arrivata per dare un cambio importante e rimettere in sesto l'azienda (ci siamo impegnati per sostenere il rilancio anche attraverso una ristrutturazione che fortunatamente non è stata forzata) ma basata su uscite volontarie incentivate per chi era a due anni dalla pensione". "Ora - conclude - chiediamo che non siano i dipendenti, incolpevoli rispetto alle scelte strategiche, a pagare il prezzo di una crisi che tra l'altro negli ultimi anni è stata acuita dal Covid, dal pesante attacco hacker subito dall'azienda e dagli eventi geopolitici che hanno avuto un'incidenza importante sul volume di affari, tanto che il settore moda, in particolare nelle fasce medie, nell'ultimo anno e mezzo ha registrato risultati negativi".

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