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25 giugno 2022

Treviso

I sindaci della Marca contro l'ultimo video di Fedez: "Ci offendi, noi siamo al servizio della comunità"

Su Instagram la replica provocatoria del rapper al sindaco di Paese Uberti: "L'idea era quella"

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

fedez

TREVISO - I sindaci della Marca contro l’ultimo video del nuovo singolo di Fedez. Indignati il sindaco di Paese Katia Uberti e il sindaco di Treviso, Mario Conte, ai quali non è piaciuta la figura del sindaco e il gesto volgare mostrato nella provocatoria clip dell’ultima canzone “Morire Morire” del rapper, uscita l’altro ieri nelle piattaforme online che anticipa il nuovo album in uscita il prossimo 26 novembre.

Il video, di cui il rapper milanese è protagonista, mostra prima Fedez a terra preso a calci e pungi da un gruppo di ragazzi e poi un attore nei panni di un primo cittadino, con la fascia tricolore da sindaco, che si avvicina e urina sopra il rapper ancora a terra che fatica ad alzarsi mentre canta “morire morire morire per quello che conta, per le proprie idee..”.

Dopo aver visto il video della canzone Katia Uberti, attraverso il suo profilo Facebook, ha volto difendere la sua “categoria”: “Noi sindaci rappresentiamo i cittadini delle nostre comunità a prescindere dalla parte politica con la quale ci siamo candidati, rappresentiamo le istituzioni di questo Paese che sono espressione di libertà e democrazia. Indossiamo la fascia tricolore con orgoglio, con rispetto, con responsabilità”. “E tu che fai? Offendi tutti”.

A stretto giro di posta, anzi di social, la replica secca e provocatoria di Fedez che sul profilo Instagram da 13 milioni di follower scrive, rivolgendosi al sindaco di Paese: “Si, l’idea era quella”.

“Capisco la volontà di colpire, di far parlare sempre e comunque, di sfidare gli algoritmi. Capisco anche che l' "arte" di Fedez è la provocazione, ma lasciamo perdere i sindaci, loro, con le bagarre canore e politico-musicali, non ci vogliono avere nulla a che fare”, dichiara il sindaco Mario Conte. Fare il sindaco è ascoltare, mettersi a disposizione di una comunità, è dare risposte quando altre istituzioni non le danno, è asciugare le lacrime, è aiutare i propri concittadini, essere presenti e talvolta, non avere neanche il tempo di farla, la pipì”.

 


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Isabella Loschi

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