28 luglio 2021

Treviso

Simula la donazione di un appartamento alla figlia per non pagare le tasse

Nel mirino dei finanzieri trevigiani un 63enne che dal 2010 ha evaso le tasse per centinaia di migliaia di euro

| Gianandrea Rorato |

| Gianandrea Rorato |

Guardia di Finanza

TREVISO - Simula la donazione di un appartamento per non pagare le tasse.

I finanzieri del Comando Provinciale di Treviso hanno individuato il caso sospetto di un imprenditore 63enne di nazionalità cinese, residente a Treviso e attivo da tempo nel settore tessile, che dal 2010 ha evaso le imposte per centinaia di migliaia di Euro.

La donazione sulla quale si è focalizzata l’attenzione della Guardia di Finanza riguarda un immobile sito nel centro di Treviso, del valore di circa 300.000 Euro, adibito ad abitazione principale, che l’evasore ha ceduto fittiziamente alla figlia, che convive con lui, con un atto stipulato presso uno studio notarile del capoluogo.

Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle della Compagnia Treviso, hanno consentito di dimostrare che il donante, al momento della cessione dell’immobile, avvenuta nel 2014, era debitore nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria di oltre 550.000 Euro e che, dunque, quella donazione altro non era che un atto fraudolento, finalizzato a rendere inefficaci le procedure di riscossione del debito tributario e scongiurare il rischio di azioni giudiziarie, che avrebbero potuto portare alla vendita dell’abitazione all’asta.

Negli anni successivi, nonostante l’intervento della Guardia di Finanza, il cittadino cinese non ha desistito dalle sue condotte illecite: l’imprenditore, dal 2015, ha addirittura smesso di presentare le dichiarazioni, arrivando ad accumulare un debito nei confronti dello Stato di oltre 1,3 milioni di Euro.

L’evasore, dunque, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Treviso per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, reato che prevede la reclusione fino a sei anni e che si configura ogni qualvolta vengono compiuti atti simulati o fraudolenti, finalizzati a sottrarre beni che possono servire da garanzia per i debiti nei confronti dello Stato, come nel caso in questione, in cui l’imprenditore, consapevole di non aver mai versato le imposte, si è liberato del principale bene che poteva essere aggredito.

 

 


| modificato il:

Gianandrea Rorato

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