25 febbraio 2021

Treviso

Si schiera con ristoranti e bar il Prefetto di Treviso Laganà

Ricevuta ieri una delegazione di Veneto Imprese unite, guidata da Penzo Aiello: "Gli incentivi non bastano per colmare la perdita di fatturato. Crisi nera anche per il turismo"

| Roberto Grigoletto |

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Si schiera con ristoranti e bar il Prefetto di Treviso Laganà

TREVISO - Si schiera dalla parte delle aziende della ristorazione e dei bar il Prefetto di Treviso Laganà. Ieri nel tardo pomeriggio una delegazione di Veneto Imprese unite, guidata da Andrea Penzo Aiello, è salita nel suo ufficio di Piazza dei Signori, così come è stato fatto in altre province del Veneto e città d’Italia, per chiedere una mano a uscire quanto prima possibile dalla più grande crisi economica mai vista dopo quella del secondo dopoguerra. Penalizzato più di tutti gli altri proprio il settore della somministrazione di alimenti e bevande, soggetto a provvedimenti e limitazioni in alcuni casi, a loro dire, quantomeno discutibili.

“Nei settanta e più giorni in cui i nostri locali sono stati chiusi dopo le 18.00, i contagi in Italia sono quadruplicati. Questo a nostro avviso è dovuto al dilagare di aperitivi e cene nelle abitazioni private, dove inevitabilmente la soglia dell'attenzione al rispetto delle norme cala. Probabilmente tornando ad aprire i locali dalle 18.00 alle 22.00 si permetterebbe alla gente di godere della convivialità alla quale comunque ha dimostrato di non saper rinunciare in luoghi sicuri e dove noi potremmo vigilare sul rispetto delle norme”. Ma c’è poi ancora del tutto aperto il problema degli incentivi con i quali poter colmare la perdita di fatturato subita nell’anno appena trascorso: “Indennizzi che spettano in maniera equa a tutte le imprese che hanno subito questo periodo e che dovranno essere equi e consistenti anche per le aziende che hanno avuto l'unica colpa di aprire dopo aprile 2019, comprese quelle aziende che hanno fatto investimenti negli ultimi mesi”. In alcuni casi sono state predisposte anche assunzioni che non sono alla fine andate in porto per colpa delle limitazioni dei vari Dpcm che si sono susseguiti.

Anche il metodo dei codici Ateco deve essere superato perché tutte le categorie, chi più chi meno, a causa di una economia di tipo circolare, sono collegate: bloccare un settore produce ripercussioni in tutto l'indotto e la filiera. Non preoccupa di meno il turismo: “Ad oggi solo al 50% delle aziende è arrivato il ristoro per i soli mesi di aprile maggio e agosto. Tutte le altre aziende invece restano ancora in attesa anche di questa prima tranche nonostante la pre approvazione del ristoro. Per tutto il settore invece non è più stato previsto alcun ristoro per i mesi a seguire”. Un appello articolato e circostanziato quello di Veneto Imprese unite, che il Prefetto si premurerà di inoltrare a tutti i ministri del Governo, impegnandosi a mediare in prima persona affinché le risposte giungano presto e soprattutto in tempo. Biasimo invece per l'iniziativa odierna di apertura dei locali che sarà promossa da alcuni ristoratori non di Veneto Imprese unite.

 


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