28 settembre 2021

Treviso

Scuola: a Treviso si ripartirà in sicurezza. Barbara Sardella si dice fiduciosa

Per il Dirigente scolastico provinciale: "In provincia non abbiamo alcun fenomeno di classi pollaio; una attenzione va posta ai trasporti".

| Roberto Grigoletto |

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| Roberto Grigoletto |

Barbara Sardella, dirigente scolastico provinciale

TREVISO - Vacanze per modo di dire quest’estate per la Dirigente dell’Ufficio scolastico provinciale. Archiviato l’Esame di stato, ministero e uffici scolastici regionale e provinciale si sono dovuti mettere immediatamente ad allestire l’anno scolastico che è già domani. Con un occhio alle disposizioni e ai dispositivi di sicurezza per il controllo dei contagi, a cominciare dal distanziamento nelle aule e negli autobus; con l’altro invece all’organizzazione didattica: immissioni in ruolo e nomina dei supplenti annuali, tra Gae, Gps, graduatorie di merito e via discorrendo.

Tra “un respiro e l’altro” la dottoressa Barbara Sardella è riuscita a stilare con il nostro giornale un bilancio dell’anno scolastico appena trascorso, guardando anche all’orizzonte molto ravvicinato di quello che inizierà tra qualche settimana.

Dirigente Sardella, un anno e mezzo in pandemia: come ha attraversato questo tempo la scuola di Treviso?

L’anno appena trascorso è stato un anno in cui le abitudini quotidiane sono state stravolte. Tutte le nostre certezze, relative alle nostre abitudini, al nostro vivere quotidiano, hanno vacillato, dandoci un senso di precarietà e fugacità. La scuola, come tutto il resto che la circonda, è stata travolta da questa pandemia, imponendole dei sacrifici e soprattutto colpendola in una delle sue funzioni primarie che è quella dell’accompagnamento dei ragazzi nella crescita attraverso la socialità e la formazione educativa. Nonostante tutto, grazie anche alle scelte oculate che sono state intraprese in questa regione, siamo riusciti a garantire agli studenti del I ciclo di potere continuare a frequentare regolarmente la scuola, e agli studenti delle scuole superiori di non perdere del tutto il contatto con l’ambiente scolastico, attraverso una turnazione in presenza.

Quali le difficoltà maggiori alle quali l’Ufficio scolastico provinciale ha dovuto far fronte?

Naturalmente le maggiori difficoltà si sono concentrate negli sforzi volti a consentire la presenza degli studenti a scuola. Diversi sono stati gli incontri con la prefettura, la ditta di trasporti e i dirigenti scolastici, al fine di rendere compatibile la necessità di fare scuola con le esigenze dei trasporti. Fortunatamente alla fine si è riusciti, grazie alla buona volontà di tutti, a raggiungere un buon compromesso.

Studenti, insegnanti, famiglie: problemi, esigenze, richieste diverse. Comporre il tutto non deve essere stato facile…

Come dicevo, la pandemia ha fatto nascere in tutti un forte senso di paura e di incertezza. Sia i docenti che i genitori pur essendo, da un lato, consapevoli della importanza di continuare a fare scuola in presenza, dall’altro nutrivano comunque il timore del contagio, sia per gli effetti sulla propria salute, sia anche (con riferimento ai genitori) per le conseguenze che ciò poteva avere sulla loro attività lavorativa. Ciò ha determinato la necessità di contemperare le diverse esigenze, cercando di venire incontro alle diverse necessità pur di favorire la continuazione dell’attività didattica.

La DaD e poi la DiD, se da una parte hanno permesso alla scuola di andare avanti, dall’altro si sono rivelate, oltre che faticose, in certi casi poco efficaci e produttive: concorda?

Non si può negare che la DAd e successivamente la DID abbia consentito di salvare due anni scolastici. E’ tuttavia sotto gli occhi di tutti, a maggior ragione dopo gli esiti delle prove Invalsi che, anche dal punto di vista degli apprendimenti, tale modalità di insegnamento abbia dimostrato la sua criticità. Ciò non vuol dire che vada del tutto abbandonata. Va, al contrario, integrata secondo modalità consone con l’attività in presenza, potendo essere un utilissimo supporto per le attività di approfondimento, lavori di gruppo ecc.

Capitolo esame di maturità: i numerosi cento attribuiti sono dipesi dalla formula dell’esame basata sul solo orale?

Indubbiamente cambiando le prove d’esame sono cambiati anche i criteri di valutazione. Certamente l’assenza della prova scritta ha inciso sull’esito dell’esame e sulla valutazione dello stesso.

Pare che il ministro intenda riconfermare la formula anche per il prossimo anno scolastico: che ne pensa?

Pur ritenendo che l’esame così strutturato consenta agli studenti, se gestito in maniera consapevole e adeguata da parte dei docenti , di esprimere al meglio le proprie competenze e conoscenze, non rinuncerei del tutto alla prova scritta, anche per evitare che durante il percorso scolastico venga trascurato questo importante aspetto della attività didattica, svolgendo, l’esercizio della scrittura, un ruolo fondamentale nella elaborazione del pensiero , nella capacità espressiva, nella maturazione del linguaggio.

Provveditore, tra un mese e mezzo o poco più inizia il nuovo anno, ma i problemi rimangono integri sul tappeto: le classi pollaio, i trasporti, il protocollo anti Covid da rivedere. Qualcosa, a cominciare dalla politica, dovrebbe fare in questo tempo che separa dal nuovo inizio?

Finché non verranno date indicazioni dal Ministero, le classi si formeranno anche per il prossimo anno in base ai parametri previsti dalla legge. Posso comunque affermare che per quanto riguarda la provincia di Treviso, escludendo le esigenze di distanziamento legate al covid, almeno riguardo alle scuole del primo ciclo, non abbiamo alcun fenomeno di classi pollaio, e riguardo alle scuola del II ciclo, seppur vi siano situazioni di classi numerose legate soprattutto all’eccessiva richiesta di alcuni indirizzi di studio, tra qualche anno la situazione si ridimensionerà naturalmente , a causa della diminuzione della popolazione scolastica che quest’anno ha segnato nella primaria, in totale, un meno 1350 iscritti. Forse un’attenzione particolare bisognerebbe dare al servizio di trasporto scolastico, potenziandone i mezzi, qualora dovessimo ritrovarci nella stessa necessità dell’anno in corso di garantire un adeguato distanziamento anche sui mezzi pubblici.

Cosa spera per il nuovo anno scolastico il Dirigente scolastico provinciale?

La mia speranza credo sia comune a tutte quelle persone che vedono nella scuola il luogo eletto per la crescita umana, sociale e professionale dei nostri ragazzi. Dobbiamo tutti impegnarci per far sì che gli studenti possano riaffollare le loro scuole, accrescere la loro socialità attraverso il contatto con i propri pari, riappropriarsi del diritto di vivere la loro adolescenza, come tutti noi adulti abbiamo fatto prima di loro.

 


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Roberto Grigoletto

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