05 agosto 2021

Treviso

Si intasca 30mila euro destinati a un programma per detenuti

Operazione della Guardia di Finanza di Treviso: nei guai il dirigente di una cooperativa

| Gianandrea Rorato |

| Gianandrea Rorato |

Si intasca 30mila euro destinati a un programma per detenuti

TREVISO - Si intasca i soldi delle borse di studio destinate a un programma di reinserimento per detenuti.

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Treviso hanno denunciato alla locale Procura della Repubblica un 49enne residente in provincia di Venezia, dirigente di una cooperativa sociale con sede nel trevigiano, che, tra il 2015 ed il 2020, si è impossessato di 32.000 Euro di “borse lavoro”, stanziate nell’ambito di programmi di riabilitazione sociale e occupazionale, promossi dalla stessa cooperativa in favore e a sostegno di soggetti detenuti presso le strutture penitenziarie del territorio regionale. Le indagini, svolte dai finanzieri della Compagnia di Treviso, hanno permesso di ricostruire il sistema tramite il quale l’uomo è riuscito a “dirottare” le somme, sottraendole alle finalità sociali alle quali erano destinate.

Approfittando del ruolo ricoperto all’interno della cooperativa, infatti, il dirigente ha sistematicamente falsificato le firme di numerosi detenuti, in maniera tale da far figurare che questi avessero ricevuto il denaro in contanti. Con questo semplice stratagemma, l’amministratore infedele ha potuto intascare i contributi di sostegno, in luogo degli ignari detenuti.

È stata la stessa cooperativa sociale – da anni impegnata a promuovere lo sviluppo del territorio e l’interesse generale della comunità, attraverso l’esercizio di attività produttive che favoriscono l’inserimento lavorativo anche di persone socialmente svantaggiate, anche attraverso la gestione diretta dei servizi abilitativi, educativi e socio-sanitari – a segnalare la frode in corso, emersa per caso nel corso di un colloquio con uno dei detenuti che, a sua insaputa, risultava falsamente aver riscosso il contributo di sostegno.

A seguito dell’avvio delle indagini, l’amministratore infedele, dopo essersi dimesso, ha restituito una parte della somma di cui si era appropriato, consegnandola direttamente alla cooperativa. Questo non gli eviterà tuttavia le conseguenze penali delle sue azioni: la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso ha già concluso le indagini preliminari e l’uomo dovrà ora rispondere del reato di appropriazione indebita aggravata.

 

 



Gianandrea Rorato

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