27 febbraio 2021

Treviso

Il sette per cento di bambini e ragazzi contagiati a scuole aperte

I dati diffusi dalla Regione. Attacca lo Snals: "Mandati allo sbaraglio. Una decisione da denuncia"

| Roberto Grigoletto |

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TREVISO - Corre il virus nelle scuole aperte della Marca. La percentuale dei contagi nelle classi dell’infanzia, della primaria e delle medie inquieta. Oltre il 7% degli alunni della provincia di Treviso risulta positiva al Covid nel grado di scuola in cui, secondo gli esperti, non si sarebbe dovuto correre rischi. Non sono soltanto le superiori quindi il problema. La responsabilità è esclusivamente dei trasporti? È il bollettino diffuso dalla Regione Veneto a suscitare più di qualche dubbio.

Settimana scorsa il totale dei contagi aveva totalizzato i 4893 casi, così ripartiti per fasce d’età: 0/1 anni: 377; 2/6 anni 1084; 7/14 anni: 3432. Attualmente i positivi sono 554: 60 (fino a un anno); 127 (2-6anni); 367 (7-14 anni). Parte, lancia in resta, lo Snals: “E’ inaccettabile che fino ad oggi un dato così importante non sia stato comunicato e utilizzato per le necessarie strategie organizzative delle scuole. Bisogna, inoltre, precisare che non può essere più celato il dato, molto più grave, dei contagi tra i ragazzi delle superiori che ha costretto il ministro a decidere la DAD al 100% prima delle vacanze di Natale”.

Per il segretario provinciale Salvatore Auci, il problema numero uno da affrontare è quello delle cosiddette classi pollaio, per tutti gli ordini di scuola: troppi alunni vengono stipati con la scusa che la sicurezza è garantita osservando la distanza di un metro gli uni dagli altri. “Peccato che non si consideri adeguatamente la permanenza per ore nelle stesse classi, con le finestre che alle nostre temperature invernali non si possono tenere aperte”.

Ma allo Snals viene da rincarare la dose pensando al personale docente e Ata che non è stato allertato ma abbandonato e disarmato a combattere contro il covid-19 con la sola "mascherina chirurgica" che, certamente, non difende chi la indossa. “Da mesi chiediamo al Ministro Azzolina di fornire adeguati Dispositivi di Protezione Individuale (almeno mascherine FFP2). Tutto ciò è da denuncia. Invitiamo gli organismi preposti a riflettere sulle decisioni da prendere nel prossimo futuro. La scuola deve operare in sicurezza e tutelare la salute di tutti. Il personale della scuola non accetterà ulteriori improvvisazioni organizzative”.

 


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