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30 novembre 2022

Nord-Est

Sequestrato deposito irregolare di molluschi

L'operazione è stata messa a segno dalla Guardia di Finanza

| Gianandrea Rorato |

| Gianandrea Rorato |

Sequestrato deposito irregolare di molluschi

PADOVA - I militari della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Chioggia, a seguito dei controlli effettuati nella conterminazione della laguna di Venezia, finalizzati alla tutela della Salute Pubblica, in particolare alla raccolta, al trasporto ed al commercio dei molluschi bivalvi, individuavano, in località’ Conche di Codevigo (PD), all’interno di un magazzino, in origine destinato quale deposito ed officina di un’impresa agricola, l’allestimento di un centro di lavorazione e spedizione di molluschi bivalvi. L’attività risultava priva di ogni autorizzazione prevista nei termini di legge e dei requisiti igienico sanitari richiesti per la citata tipologia di insediamento produttivo.

Inoltre, all’interno del magazzino, il controllo effettuato dalle fiamme gialle evidenziava la giacenza di 2.450 kg di vongole veraci, illegalmente importate dal portogallo, pronte ad essere commercializzate rinvenendo, nel contempo, macchinari ed utensili utilizzati per la vagliatura del pescato, oltre ad una bilancia professionale ed una vasca della capacità di circa 2.500 litri.

Le suddette strumentazioni venivano utilizzate per la lavorazione del pescato producendo, all’esito del ciclo produttivo, acque reflue industriali, quale scarto delle prefate attività non autorizzate, che confluivano nei terreni agricoli circostanti destinati alla coltivazione del frumento.

Su prescrizione impartita dai veterinari dell’ULSS 6 di Padova, intervenuti su richiesta dei militari operanti, le vongole, in considerazione del verosimile rischio di contaminazione da agenti patogeni, venivano dichiarate non idonee al consumo umano ed avviate alla distruzione.

L’azione di servizio, coadiuvata dall’alto da un elicottero della Sezione Aerea di Venezia, veniva estesa al controllo dell’area circostante, pertinenza dell’azienda agricola, ove i finanzieri rinvenivano trenta tonnellate di rifiuti, tra i quali anche rifiuti pericolosi, nonché autoveicoli ed imbarcazioni dismesse, idrocarburi ed olii esausti, abbandonati su un’area di 6500 metri quadri ed all’interno di due edifici, realizzati in abuso edilizio.

 



Gianandrea Rorato

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