22 giugno 2021

Treviso

"Senza coordinamento a rimetterci è chi ha bisogno". Dura lettera del volontariato all'Ulss

Alberto Franceschini: "Mancano anche adeguati finanziamenti a fronte di una sempre maggiore richiesta di assistenza, in particolare legata alla popolazione anziana".

| Roberto Grigoletto |

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volontariato

TREVISO - Dura presa di posizione di “Volontarinsieme Treviso” (oltre 300 organizzazioni del terzo settore) su trasporto e assistenza alle fasce più deboli. In una lettera inviata all’ULSS 2 e alla Conferenza dei Sindaci, il presidente Alberto Franceschini scrive di una occasione persa per riconoscere l’essenziale contributo offerto dal Volontariato e rafforzare il sistema integrato del welfare territoriale”. Trasporto sociale e assistenza alle persone con fragilità e non autosufficienti rappresentano infatti servizi sempre più indispensabili soprattutto in questa fase pandemica.

Ed è proprio per questo che devono essere oggetto di un maggiore coordinamento sul territorio e di rinnovata sinergia. “Volontarinsieme Treviso” fa riferimento al progetto “Emergenza Covid-19. Pronto Intervento Sociale” che prevede di destinare attività di assistenza e servizi di trasporto sociale alle famiglie trevigiane. Un’iniziativa, finanziata con 20mila euro, che interverrà in settori nei quali il Volontariato in provincia di Treviso è già impegnato da anni con esperienze, competenze e capacità che avrebbero potuto essere messe a disposizione di un maggior numero di persone in difficoltà tramite una pianificazione concertata.

Precisamente ciò di cui si occupa da tempi “Stacco Treviso”, progetto di trasporto sociale avviato nel 2014 e oggi attivo in 73 comuni della Marca, per il quale Volontarinsieme Treviso ha richiesto più volte un maggiore sostegno. Di anno in anno è infatti aumentato il numero di cittadini che hanno contattato il numero verde 800 685090: dalle 987 persone del 2019 alle oltre 1.400 del 2020. Richieste crescenti che nel solo 2020 hanno visto crescere parallelamente gli interventi, molto al di sopra di quanto sostenibile con lo stanziamento regionale di 105mila euro, portando il Volontariato trevigiano a finanziare ulteriormente il servizio con un contribuito integrativo di 43mila euro.

"A fronte di un quadro socio-sanitario sempre più critico, nonché della sempre maggiore richiesta di assistenza, in particolare legata alla popolazione anziana, abbiamo ripetutamente espresso la necessità di un maggiore sostegno per implementare importanti esperienze già ampiamente collaudate, come quella di Stacco Treviso” – ricorda Alberto Franceschini.

“Al contrario, vediamo ora la nascita di un nuovo progetto non solo completamente svincolato dalle iniziative già in campo, ma anche con una dotazione finanziaria talmente esigua da far temere che risorse e competenze possano andare inutilmente disperse. È in queste occasioni – conclude Franceschini – che il valore della rete dovrebbe trovare la sua più ampia espressione. Spiace constatare, invece, come sia stata persa un’occasione per riconoscere l’essenziale contributo offerto dal Volontariato e rafforzare il sistema integrato del welfare territoriale».

 


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Roberto Grigoletto

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