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27 novembre 2022

Treviso

Sempre più poveri, aumentano le richieste di aiuto alla Caritas di Treviso

Aiuti alimentari e pagamento delle bollette le richieste più frequenti

| Isabella Loschi |

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| Isabella Loschi |

Sempre più poveri, aumentano le richieste di aiuto alla Caritas di Treviso

TREVISO - Mai come quest’anno sono state tante e diverse le richieste di aiuto arrivate alla Caritas di Treviso. Dalle partite iva, i precari, agli imprenditori, ma anche il mondo dei giostrai e quello dei lavoratori delle palestre. I dati, presentati ieri da don Davide Schiavon direttore della Caritas Tarvisina parlano chiaro: un aumento della povertà nel territorio trevigiano e marginalità sempre più accentuata per i migranti.

“Nella prima settimana di lockdown a marzo - spiega don Davide - abbiamo ricevuto ben 900 richieste di aiuti alimentari da famiglie, spesso monoreddito, con lavori spesso precari o in nero, o da categorie che hanno ricevuto tardi la cassa integrazione e si sono ritrovate ad avere zero entrate. Oggi invece le famiglie chiedono maggiormente aiuto per l’affitto o le utenze da pagare”. Nel 2019 la Caritas ha sostenuto spese per 424.700 euro per i bisogni delle famiglie, 140mia per la grave marginalità.

“Sebbene la pandemia ha complicato la situazione e accentuato le difficoltà, il territorio trevigiano ha risposto ancora una volta in modo solidale con donazioni e offerte di lavoro volontario”. Se nel 2019 le donazioni da privati e parrocchie sono state di quasi 68mila euro, nei primi nove mesi del 2020 la cifra ha già superato i 91mila euro.

Il direttore della Caritas, inoltre, ha evidenziato come la scuola e la didattica a distanza sia stata un altro grosso problema che ha messo in difficoltà le famiglie la scorsa primavera e che ora rischia di ripresentarsi. “Nella Diocesi di Treviso, ben 4 ragazzi su 10 non hanno seguito le lezioni da casa a causa della mancanza di dispositivi informatici o, nel caso dei più piccoli, perché nessuno poteva dare loro una mano”.

 


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Isabella Loschi

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