09 agosto 2020

Treviso

"Semplificazione, meno burocrazia e tasse", le richieste di Confartigianato ai candidati

Il presidente Sartor ha illustrato la lista delle priorità delle imprese artigiane ai candidati

| Isabella Loschi |

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Sartor vedemiano

TREVISO - Semplificazione e riduzione della pressione fiscale, ridimensionamento del carico burocratico per le aziende. Questa la lista delle priorità che Confartigianato Marca Trevigiana chiede di rispettare ai candidati politici dopo le elezioni di domenica 4 marzo.

Le richieste del sistema Confartigianato ai futuri parlamentari sono state dettagliate dal presidente provinciale Vendemiano Sartor nel corso di un incontro svoltosi mercoledì scorso. “A proposito di burocrazia sono stati individuati sei ambiti sui quali verrà monitorata l'attività dei futuri parlamentari - ha spiegato Sartor - avvio d'impresa, fisco e tributi, lavoro e previdenza, edilizia ed urbanistica, imprenditore e cittadino, gestione d'impresa. Si tratta delle sei aree maggiormente esposte al rischio di adempimenti e al contempo più reattive ai vantaggi derivanti dalla semplificazione”.

Gli ambiti sui quali Confartigianato chiede ai futuri parlamentari di intervenire sono, ad esempio, la riduzione della pressione fiscale e semplificazione del sistema tributario per rendere più competitivo il Paese “La pressione fiscale è alta e si colloca in un sistema fiscale profondamente iniquo che, dietro lo schermo del contrasto all’evasione, ha imposto onerosi obblighi di comunicazione a carico delle imprese - ha detto Sartor - Vanno eliminati gli ostacoli alla produzione garantendo, in primis, parità di trattamento nella tassazione indipendentemente dalla natura giuridica del soggetto, nonché agevolando la tassazione sui redditi d’impresa incrementali. Per ridurre la pressione fiscale in modo equo e finalizzato alla crescita, deve realizzarsi necessariamente una riduzione Irpef”.

Altro punto fondamentale per gli artigiani è quello di sostenere la crescita e la competitività con il rilancio della tutela del Made in Italy “anche con una forte azione tanto a livello nazionale quanto a livello europeo”.

Le richieste sottolineate da Sartor sono state raccolte in cinque diversi punti: dalla riduzione della pressione fiscale e semplificazione del sistema tributario appunto, all’accesso più facile al credito delle imprese, sostegno alla crescita e alla competitività, prosecuzione degli interventi per il lavoro e la formazione, Infine la costruzione di un percorso per l’Impresa 4.0 e la digitalizzazione.

“L’obiettivo è che gli imprenditori comincino a “pensare in digitale” il proprio business - ha sottolineato Sartor - È un processo di ri-orientamento e aggiornamento culturale, oggi lontano da essere compiuto, che viene necessariamente prima dell’applicazione delle tecnologie. Un processo per il quale è necessario poter consentire anche agli imprenditori di accedere ad incentivi alla formazione per sé e per i propri dipendenti senza il vincolo della contrattazione aziendale o territoriale. Riteniamo quindi che si debba pensare alle imprese, a partire da quelle artigiane, che intraprendono il percorso di trasformazione digitale come i veri attori del sistema dell’innovazione nella sua via italiana, attribuendo loro il medesimo interesse comunicativo, le stesse corsie preferenziali burocratiche e le medesime risorse speciali attribuite a start-up e PMI tecnologiche”.

 



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Isabella Loschi

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